Cliché: significato tecnico

Il termine cliché è un francesismo introdotto nella lingua italiana agli inizi del diciannovesimo secolo e che corrisponde al participio passato del verbo “clicher” ovvero “stereotipare“. Dal punto di vista tecnico, il cliché è quella lastra metallica o di materiale plastico incisa con procedimenti fotochimici utilizzata per la riproduzione tipografica di un gran numero di disegni o fotografie. Secondo un aneddoto riportato nel “Grand Dictionnaire Universel du XIX siècle” di Pierre Larousse, il termine era già usato dai tipografi parigini dal 1869 in poi: i professionisti la sfruttavano non solo come tecnicismo, ma anche come esclamazione di sorpresa al termine della stampa di grandi tirature.

Cliché: significato figurato

Dalla definizione tecnica del termine cliché è derivato un suo utilizzo in senso figurato. Attualmente nel dizionario italiano indica generalmente un luogo comune quindi un’espressione priva di originalità che, dopo essere stata ripetuta frequentemente, è divenuta scontata e banale. Così come per il linguaggio, il cliché può essere associato anche ad uno schema mentale, un ragionamento, un comportamento o una situazione che si ripete abitualmente acquisendo connotati di solito negativi e fastidiosi.

Cliché: utilizzo nel linguaggio comune

Partendo dal significato figurato, si definiscono cliché delle locuzioni fisse che ormai sono entrati a far parte del linguaggio comune. Questi sintagmi nascono da figure retoriche come metafore, analogie o comparazioni diventate scontate e stereotipate:

  • ai piedi della montagna;
  • il letto del fiume;
  • buono come il pane;
  • felice come una Pasqua;
  • scrivere come una gallina;
  • lacrime di coccodrillo;
  • febbre da cavallo;
  • fame da lupo;
  • bagnato come un pulcino.

Il termine cliché può essere, inoltre, usato anche come sostantivo in una frase per indicare un pensiero o un comportamento stereotipato: “Ripete sempre i soliti cliché“; “Recita senza ricadere nei cliché“; “Scrive senza cliché“.

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