Zimbabwe verso il colpo di stato

Un colpo di Stato si è verificato la scorsa settimana in Zimbabwe: le notizie sono arrivate dalla capitale Harare, verso la quale pare si stiano muovendo in blocco Tank, carri armati e soldati su blindati. Le immagini diffuse dai giornalisti sui social non hanno lasciato spazio ai dubbi, soprattutto dopo che Constantino Chiwenga, il capo dell’Esercito, aveva intimato Mugabe di fermare le epurazioni in corso. In seguito al colpo di stato Robert Mugabe si è ufficialmente dimesso, lasciando il comando all’ex vicepresidente Emmerson Mnangagwa. Ecco le parole di Mugabe: “La mia decisione di dimettermi è volontaria e nasce dalla mia preoccupazione per il bene del popolo dello Zimbabwe – prosegue il testo della lettera – e il mio desiderio di assicurare una tranquilla, pacifica e non violenta transizione di potere a sostegno della sicurezza, pace e stabilità della nazione”. Ecco tutto quello che è successo.

Zimbabwe: la fine di una presidenza lunga 37 anni

In questo ultimo periodo la situazione politica dello Zimbabwe è precipitata: il sito del quotidiano britannico Independent riferisce che “personale militare armato ha circondato” la sede della “tv statale Zbc”. Media locali, testimoni oculari e giornalisti gridano al colpo di Stato. La situazione è ormai alla resa dei conti finale: Chiwenga, allarmato dalle epurazioni del partito Zanu-Pf, ha praticamente minacciato l’intervento militare contro Robert Mugabe che avrebbe tentato in tutti i modi, leciti e non, di spianare la strada alla moglie Grace, in corsa per la presidenza del partito, rimuovendo dal suo incarico il vicepresidente Emmerson Mnangagwa.

Zimbabwe, intervengono i militari che assicurano: “non è colpo di Stato”

Si è trattato dunque davvero di un colpo di Stato? “L’esercito dello Zimbabwe prende il potere”: l’annuncio delle Forze armate sui media di Stato sembra confermarlo. L’esercito ha negato ma da quanto apprendiamo dalle notizie riportate dal Financial Times e il New York Times Mugabe e la moglie Grace sono stati in loro custodia e che i militari, stando a quanto dichiarato in televisione dal portavoce delle forze armate Sibusiso Moyo, abbiano colpito solo i criminali attorno al Capo dello Stato, mentre il presidente è al sicuro e la magistratura autonoma e indipendente. In poche parole, l’esercito è intervenuto per arginare la crisi fra il capo dello Stato e quello delle dell’esercito Chiwenga, in palese contrasto con le purghe interne all’Unione Nazionale Africana, il partito del presidente. Il messaggio emanato in tv e poi diffuso su Internet inoltre precisa che i militari stanno operando per il bene paese ma qualora emergessero minacce per la sicurezza dello Zimbabwe sarebbero pronti a rispondere a qualsiasi provocazione.

Zimbabwe, Robert Mugabe si è dimesso

Dopo la situazione caotica dei giorni scorsi, finalmente è giunta la notizia che ha fatto tirare un sospiro di sollievo a tutta la nazione: Mugabe si è dimesso, sostenendo di aver preso la decisione volontariamente, e al suo posto è stato nominato presidente Emmerson Mnangagwa. Si concludono così i 37 anni di tirannia di Mugabe, il quale è stato al governo dello Zimbabwe prima come premier (1980-1987), poi come capo di stato (1987-2017) e, con i suoi quasi 94 anni, è stato il presidente più anziano del mondo.