COSA SIGNIFICA SHOAH E DIFFERENZE COL SIGNIFICATO DI OLOCAUSTO

Il Giorno della Memoria 2017, celebrato oggi, 27 Gennaio, è una giornata che non può e non deve passare insosservata, una giornata in cui il significato di parole come Shoah e Olocausto, spesso usate in modo del tutto intercambiabile per indicare il genocidio perpetrato dalla Germania nazista e dai suoi alleati contro gli ebrei d’Europa durante la Seconda Guerra Mondiale e prima, deve essere compreso a fondo e analizzato.
Le parole hanno un significato preciso e non devono essere utilizzate in maniera scorretta, quindi, oggi chiariamo la valenza semantica di questi due termini, Shoah e Olocausto, che hanno una valenza molto profonda e complessa, quasi sacra e che non sono l’una il sinonimo dell’altra.

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COSA SIGNIFICA SHOAH: LA DEFINIZIONE

Il termine Shoah –  ???? – significa letteralmente tempesta devastante (dalla Bibbia, per es. Isaia 47, 11): ha un significato neutro legato al lessico biblico ed è collegato all’idea di distruzione. Questa parola ricorre molto spesso nel libro di Giobbe, nella lingua del profeta Isaia e in alcuni Salmi. Per comprendere il significato di Shoah bisogna tornare indietro nel tempo, alcuni anni prima dello scoppio della Seconda Guerra Mondiale, quando il popolo ebreo iniziò ad essere confinato nei cosiddetti ghetti.
Non solo gli Ebrei: anche i Rom, gli omosessuali e i disabili furono vittime innocenti di questa ferocia che prese poi il nome di Olocausto (spiegheremo di seguito il vero significato e poi le differenze tra Shoah e Olocausto). Dopo le leggi di Norimberga, l’odio razziale crebbe: le atrocità culminarono nella cosiddetta notte dei cristalli, avvenuta tra l’8 e il 9 novembre 1938, quando in tutta la Germania le sinagoghe furono date alle fiamme e i negozi ebraici devastati. Alla Conferenza di Wannsee, nel gennaio 1942, si decise di porre fine alla questione ebraica attraverso il genocidio sistematico di tutto il popolo ebreo.
Dopo essere stati emarginati nei ghetti, il più famoso dei quali fu il ghetto di Varsavia, gli Ebrei furono condotti nei campi di concentramento. Il significato di Shoah indica dunque le vittime dei campi di sterminio.

COSA SIGNIFICA OLOCAUSTO:ORIGINE DEL TERMINE

Olocausto ha un significato molto più ampio: il termine, mutuato dal greco e successivamente dal latino, si riferisce ad un contesto culturale legato ai sacrifici di animali. Il termine deriva da ?λ?καυστος, tradotto con “completamente bruciato”, una parola composta formata da ?λος (“tutto intero”) e κα?ω (“brucio”). I Greci, gli Ebrei e molti altri popoli antichi, nei loro riti religiosi, sacrificavano un agnello, una capra o altro animale, lasciandolo bruciare tutta la notte dopo averlo immolato alla divinità.
La lingua greca traduce il sacrificio ebraico detto olah, ossia innalzamento, come un atto dove un animale, la vittima sacrificale, dopo esser stato ucciso, viene “tutto bruciato” sopra un altare, e il fumo che sale dalla terra è odore “gradito al Signore”.  Questa parola indica anche un sacrificio volontario, come quello di Gesù Cristo, il quale si offrì in olocausto per salvare tutti gli uomini. La parola Olocausto, veicolata tramite la lingua inglese con il lemma Holocaust, prese piede ed arrivò ad indicare lo sterminio degli ebrei. Probabilmente, quando si associò lo sterminio degli ebrei all’offerta sacrificale del Giudaismo antico si volle indicare il popolo ebraico come vittima sacrificale e associare il fumo dei campi di sterminio e quello della vittima sacrificale.

DIFFERENZE TRA SHOAH E OLOCAUSTO

I due termini sono spesso usati per indicare indistintamente lo sterminio degli Ebrei, ma vi è una differenza importante: con il termine Shoah si indica lo sterminio del popolo ebraico durante il Secondo conflitto mondiale; è il vocabolo che bisogna usare per denotare il genocidio ebraico e si preferisce ad Olocausto, che invece richiama una attività culturale antica legata ai sacrifici rituali.
Sono entrambe parole con una valenza fortissima, due termini che non bisogna dimenticare, pur rispettando il loro significato. Ovviamente però quando sentiamo o pronunciamo la parola Olocausto (quello con la lettera maiuscola), il pensiero va al numero impressionante di ebrei che hanno perso la vita, quindi nella sua accezione semantica di “Sacrificio totale, completo” viene, a partire dal XX secolo, usato per antonomasia per indicare lo sterminio degli ebrei compiuto dal nazismo.

GIORNATA DELLA MEMORIA

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