Differenza tra ne, né e ne' – “Vorrei trarne un insegnamento”, “Non mi piace né questo né quello!”, “Andai ne’ boschi”.
Sono tre casi in cui compare la stessa particella (ne, né e ne’) ma con significati completamente differenti. In realtà, anche per ciò che riguarda la forma scritta né, ne e ne’ si presentano diversamente. Cosa indica allora "ne" in relazione alla presenza o assenza di accento o apostrofo? Vediamolo.

• Né: partiamo dal caso che probabilmente utilizziamo con maggiore frequenza. Qui il "ne" indica negazione, ed è una congiunzione che coordina due o più elementi di una frase o anche due o più proposizioni.
Ha sempre l’accento acuto!!

• Ne: in questo caso abbiamo una vasta gamma di possibilità rispetto al valore che la particella assume. Infatti, senza alcun accento, essa può valere da:
– Particella pronominale: in  questo caso possiamo trovarla in un contesto in cui si faccia riferimento a un elemento espresso precedentemente (“Vorrei trarne un insegnamento”; “Ne consegue che…”); in riferimento e con il significato di di lui, di lei ecc. (“Sono bravi attori, ne conosco molte opere”), in posizioni enclitica o proclitica (“prendine”, “non ne voglio”).
– Avverbio, per indicare moto da luogo, allontanamento, anche figurato (“venirne fuori”) o in funzione pleonastica (“Me ne starei senza fare niente tutto il giorno!!”).

• Ne’: vale "nei" e lo troviamo spesso in poesia.

Attenzione quindi all’uso di né, ne e ne’, perché la ricchezza della nostra lingua, scritta e parlata, è tale che ogni piccolezza (anche un semplice accento) potrebbe cambiare il significato di un’intera frase e rendere la nostra comunicazione poco efficace.


Si scrive sé o se?

Foto: www.quattroparole.com