GLOBALIZZAZIONE CULTURALE: RIASSUNTO PER LA SCUOLA

Globalizzazione è un termine che sentiamo pronunciare giornalmente e serve a descrivere la situazione e l’epoca che stiamo vivendo, in un mondo sempre più interconnesso, dove si assiste contemporaneamente a un’omologazione guidata, spesso e volentieri, dagli Stati Uniti e dagli altri Paesi occidentali, e dall’altra, da una crescita delle disuguaglianze economiche e sociali. Quando si parla di globalizzazione, si fa riferimento ad alcuni suoi aspetti, inclusa la globalizzazione culturale. Ti stai chiedendo cosa significa questo termine, quali sono le sue cause, gli aspetti positivi e negativi che comporta? Trovi tutte le risposte ai tuoi dubbi nel nostro riassunto sulla globalizzazione culturale.

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GLOBALIZZAZIONE CULTURALE: COSA SIGNIFICA?

In generale, quando si parla oggi di globalizzazione, ci riferiamo alla rete di relazioni e dipendenze reciproche, soprattutto di tipo economico e culturale, che uniscono i Paesi del mondo e che hanno influenze su gran parte della popolazione mondiale. Nello specifico, per globalizzazione culturale si intende la diffusione mondiale di un certo tipo di cultura (in particolare quella statunitense o comunque occidentale), che porta alla tendenza di uniformare il modo di vivere e le abitudini culturali in ogni parte del mondo. Pensiamo alla Coca-Cola, al MacDonald, alle grandi catene di hotel o di abbigliamento: in qualsiasi Paese del mondo ci troviamo, tutti questi brand sono facilmente trovabili. Oppure pensiamo alla musica, ai telefilm o all’elettronica e tecnologia: nella maggior parte del mondo, si vedono gli stessi telefilm e film, per lo più americani, si ascolta la stessa musica, si utilizzano gli stessi dispositivi elettronici. Anche la moda, il modo di vestirsi tende a uniformarsi in molti Paesi, così come si assiste anche a un’uniformità di tipo linguistico, con l’imposizione dell’inglese nel lessico locale, oltre che come lingua standard usata nelle relazioni internazionali.

GLOBALIZZAZIONE CULTURALE: LE CAUSE

 La globalizzazione economica ha portato alla globalizzazione culturale, così come la diffusione di rete telematiche, di internet e lo sviluppo delle vie di comunicazione e dei mezzi di trasporto. Il mondo, grazie all’avanzare della tecnologia, non è mai stato così connesso: grazie a una fitta rete di trasporti – aerei, treni, autostrade, rotte marittime o ferroviarie – le persone possono spostarsi in modo sempre più veloce ed economico tra un posto e un altro, percorrendo in poco tempo distanze un tempo impensabili da fare. A questo si è aggiunta un’interconnessione dovuta alla diffusione di computer, televisioni, satelliti, reti telefoniche e telematiche che hanno favorito lo scambio di informazioni in tempi reali, così come di abitudini, prodotti e tendenze. Fondamentale, in questo contesto, è stato internet e successivamente la diffusione dei social network. Non c’è oggi un avvenimento accaduto in qualche luogo della Terra che non possa essere immediatamente conosciuto e avere un impatto su molti luoghi e persone del pianeta. L’imposizione della cultura statunitense (in gran parte) è stata favorita dalla globalizzazione economica, con la creazione di un mercato globale: le aziende occidentali hanno iniziato a trasferire la loro produzione, o parte di questa, in Paesi in cui la manodopera costa meno (in Asia, Africa o America Latina), processo reso ancora più semplice dalla tecnologia e la crescita delle risorse telematiche. Questo fenomeno, chiamato delocalizzazione, ha assunto dimensioni sempre crescenti.

GLOBALIZZAZIONE CULTURALE: ASPETTI POSITIVI E NEGATIVI

 La globalizzazione culturale ha sia aspetti positivi che negativi. Per quanto riguarda i lati positivi, c’è da sottolineare come la globalizzazione abbia permesso a molte persone di accedere a risorse, servizi e informazioni prima inaccessibili. È così possibile assaggiare un piatto tipico di un Paese asiatico, ad esempio, senza doversi spostare dalla propria città, si possono vedere telefilm e film provenienti da qualsiasi parte del mondo in contemporanea (o quasi) alla messa in onda nazionale, è possibile far divulgare informazioni in tempo veloce e senza filtri in qualsiasi parte del mondo, diventa più facile parlare con amici, familiari o conoscenti che abitano lontano, è più facile e meno costoso viaggiare e questo porta anche a sviluppare una mente più aperta, a conoscere le altre culture e le lingue. Anche la diffusione dell’inglese come lingua internazionale è importante per aiutare le persone a comunicare attraverso un linguaggio universale e riconosciuto. Fin tanto che la globalizzazione culturale non acquisisce i caratteri di imposizione e assimilazione culturale tout court, ma si integra alla cultura locale o avviene uno scambio tra i popoli, la globalizzazione è in questo senso un arricchimento culturale per tutti.
Dall’altra parte, la globalizzazione culturale tende a essere positiva solo per chi è benestante o comunque agiato a sufficienza da poter accedere a tali risorse. La globalizzazione ha portato infatti a un aumento delle disuguaglianze sociali, cioè la distanza tra ricchi e poveri si fa sempre più elevata. Senza contare che la globalizzazione culturale spesso rischia di distruggere le tradizioni locali e perfino la lingua (si pensi all’uso di anglicismi nel linguaggio dei media, in politica, economia e nello lsang giovanile o lavorativo anche quando abbiamo in italiano un termine equivalente). La paura che l’occidentalizzazione comporti la scomparsa di molte tradizioni culturali locali ha portato in molti Paesi asiatici, africani e dell’America Latina, ad un atteggiamento di accettazione-rifiuto nei confronti dell’Occidente, causando anche la diffusione di fenomeni come il terrorismo islamico che vede nell’Occidente il nemico colonizzatore da distruggere, ma si avvale degli strumenti diffusi dal mondo industrializzato occidentale per raggiungere i suoi fini. 

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