Entro il 2020 ben 5 milioni di persone perderanno il posto di lavoro. Il motivo? Verranno sostituiti dai robot. Una previsione preoccupante fatta da Future Jobs che ha condotto uno studio analizzando i 15 Paesi nel mondo dove vive il 65% della forza mondiale (pari a 13 milioni di persone). Tra questi, troviamo Francia, Germania, Cina, Giappone, Messico, Stati Uniti e Regno Unito.

Lo studio sarà presentato al World Economic Forum, in corso in questi giorni a Davos, dove si discute di nanotecnologia, robotica, biotecnologia, stampa 3D.
Il settore che sarà più colpito, secondo lo studio, sarà quello amministrativo: i compiti di routine, infatti, verranno svolti da macchinari intelligenti. Anche il settore della telemedicina, dell’energia e i servizi finanziari verranno colpiti, così come coloro che ricoprono questi ruoli ovvero la categoria delle donne.

“I principali beneficiari dell’innovazione tendono ad essere i fornitori di capitali fisici e intellettuali come innovatori, azionisti e investitori, -ha dichiarato Klaus Schwab, fondatore del World Economic Forum- il che spiega il divario crescente di ricchezza tra coloro che dipendono dal capitale e coloro che dipendono dal lavoro. La tecnologia è quindi uno dei motivi principali della stagnazione o addirittura del calo dei redditi per la maggioranza della popolazione nei paesi ad alto reddito. Per evitare lo scenario peggiore, cioè il cambiamento tecnologico accompagnato da carenze di talenti, disoccupazione di massa e crescente disuguaglianza – conclude- sarà fondamentale la riqualificazione e l’aggiornamento professionale dei lavoratori”.

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