IL DECADENTISMO IN ITALIA: ESPONENTI LETTERARI

Letteratura italiana: l’idea di metterti sui libri ti spaventa? Capita, soprattutto quando devi passare tutto il pomeriggio a leggere pagine e pagine di spiegazione sui vari movimenti letterari che stai studiando a scuola. Inoltre, in vista di verifiche e della Maturità, può essere utile trovare dei riassunti e degli schemi che sintetizzino gli elementi più importanti di ogni autore e corrente letteraria. Stai studiando il Decadentismo in Italia? Allora sei nel posto giusto: in quest’articolo troverai riassunto con date principali, definizione e caratteristiche del Decadentismo italiano, temi principali ed autori.

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DECADENTISMO RIASSUNTO: CONTESTO STORICO. Il Decadentismo è un movimento artistico e letterario che si diffonde in Europa, e in modo particolare in Italia, tra la fine dell’Ottocento e la Prima Guerra Mondiale (1870 – 1920). La corrente letteraria nacque in Francia alla fine degli anni Settanta -Ottanta del XIX secolo, in aperta contrapposizione con la visione positivista e naturalistica che affermava la superiorità del progresso e della ricerca scientifica come moto per l’evoluzione della società. A livello storico, il Decadentismo si sviluppa durante la seconda rivoluzione industriale, dominata da nuove scoperte scientifiche e tecnologiche, il colonialismo europeo e lo sviluppo di idee fortemente nazionalistiche, basate sul mito della superiorità della razza, e sul mito del buon selvaggio.

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DECADENTISMO E SIMBOLISMO: ESPONENTI PRINCIPALI. I primi esponenti del Decadentismo sono stati gli scrittori simbolisti, secondo cui la poesia è una forma di rivelazione: Charles Baudelaire (1821 – 1867) è il rappresentante più significativo del decadentismo francese, insieme a Paul Verlaine (1854 -1891), Stéphane Mallermé (1842-1898) e Arthur Rimbaud (1854 -1891).
Poco dopo si afferma anche in Germania con Stefan Gorge (1868-1933) e Rainer Maria Rilke (1875 – 1926)  e in Inghilterra, grazie a Oscar Wilde (1854-1900) e William Butler Yeats (1865 -1939).
In Italia, il movimento decadentista si afferma a fine Ottocento, ma è nei primi decenni del Novecento che rappresenta in modo più intenso e consapevole le varie correnti artistiche espresse dai principali autori italiani. In particolare, in Italia si possono distinguere due periodi di Decadentismo: il primo, che si sviluppa a partire da fine ‘800 e incarnato in autori come D’Annunzio, Pascoli e Fogazzaro, si basa sulla necessità di costruire miti decadenti, mentre il secondo, che caratterizza i primi due decenni del ‘900 e rappresentato da Pirandello e Svevo, è più incentrato sulla critica della realtà in modo lucido, distruttivo e profondo.

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DECADENTISMO: DEFINIZIONE E CARATTERISTICHE. Con il termine Decadentismo si intende un movimento artistico e letterario europeo, sviluppatosi, come abbiamo detto, a partire dalla seconda metà dell’800, che si contrappone alla razionalità del positivismo scientifico e del naturalismo prevalente fino a quel momento. Il termine Decadentismo prende il nome da una famosa rivista francese, Le décadent, sulla quale comparve la seguente frase, diventata il simbolo del movimento letterario. “Je suis l’empire à l’empire à la fin de la décadence” (“Io sono l’impero alla fine della decadenza”). Il termine ebbe inizialmente una connotazione negativa, con il quale si faceva riferimento alla nuova generazione di poeti maledetti che fece scandalo per il rifiuto esplicito della morale borghese e positivista. Ha poi assunto anche un valore positivo, ossia Decadentismo inteso come nuovo modo di pensare, di diversità ed estraneità rispetto alla società contemporanea. Ecco le caratteristiche principali del Decadentismo:

  • Negazione della razionalità come fonte assoluta di conoscenza. Secondo gli autori decadentisti, il positivismo e il razionalismo che avevano dominato la società ottocentesca non erano stati in grado di dare risposte soddisfacenti ai malesseri della società contemporanea. Per questo vengono messi in discussione gli ideali della società borghese dell’800, l’oggettività, la descrizione della realtà secondo criteri razionali e universali, l’ottimismo incondizionato nei confronti del progresso.
  • Ritorno all’individualismo. In contrapposizione con la visione positivistica, i decadentisti credono che non esita una realtà univoca e reale, ma che la realtà vari da individuo a individuo, in quanto essa dipende dalla percezione che ne ha il singolo. Per questo la realtà può essere descritta solo soggettivamente, piegandosi su se stessi e sul proprio individualismo. La visione dell’io, in questa visione, corrisponde con il mondo.
  • Anticonformismo. Alla luce di queste premesse, gli artisti decadentisti scoprono la psicanalisi e cercano di far emergere l’io remoto, il subconscio, quella parte repressa e soffocata dalle norme morali e civile imposte dalla società. Per questo, la letteratura decadente rifiuta regole e convenzioni, ponendosi al di là e al di sopra del Bene e del Male comunemente intesi. Per questo, molti autori avevano una vita controcorrente o condannabile secondo i valori della borghesia dell’epoca, e questo veniva riportata nei loro scritti, dal male di vivere all’estetismo.
  • La poesia senza scopi morali. La poesia è semplicemente un’espressione di irrazionalità che ha solo un fine suggestivo ed evocativo e non educativo o morale. Il lessico usato nelle poesie è impreciso, vago, indefinito perché ha lo scopo di evocare e non di spiegare, dove le parole hanno un potere magico in grado di mettere in contatto il lettore con l’ignoto e l’irrazionale. Inoltre, la poesia è concepita come musicale, quindi contiene molte figure retoriche, come allitterazioni e onomatopee, ma anche metafore e sinestesie. Il poeta non è né un vate né un promotore della scienza, ma un veggente.
  • Superiorità dell’artista decadente rispetto al borghese. Gli autori decadenti non cercavano il consenso del grande pubblico, in quanto ritenevano la borghesia volgare, mediocre e attenta solo all’aspetto economico. L’indecifrabilità delle poesie era voluta proprio perché comprensibile solo da un gruppo ristretto di persone superiori e raffinate che condividevano le stesse idee. Spesso la poesia era anche introspettiva e rivolta solo all’autore stesso.

DECADENTISMO, SINTESI: I TEMI. Il Decadentismo, che si caratterizza per gli elementi sopracitati, affronta una vastità di temi che si traducono anche vere e proprie correnti letterarie diverse (simbolismo, estetismo, panismo, futurismo, ermetismo, crepuscolarismo etc) ma riconducibili sotto il pensiero di stampo decadentista. Ecco i principali temi del decadentismo:

  • Pessimismo, solitudine, male di vivere: la maggior parte degli autori decadenti lamenta la condizione pessimistica della vita e dell’uomo, in netta contrapposizione alla visione ottimistica proposta dal positivismo. I decadenti si isolano dalla società perché non si riconoscono più nel mondo cambiato e industrializzato, caratterizzato dalla crisi dei valori.
  • Morte: la morte è un tema presente in molti autori, come Pascoli, che lo avverte come un’ingiustizia, mentre secondo D’Annunzio il suicidio è un atto di coraggio.
  • Amore: l’amore è presente ma non in senso tradizionale, declinato come amore adolescenziale in Pascoli, come desiderio della femme fatale in D’Annunzio che rende irrazionale l’uomo, o come qualcosa da evitare in Pirandello.
  • Esoterismo, mistero, oscuro: i decadenti si rifugiano nell’irrazionalità, l’inconscio e hanno la necessità di evadere dalla desolante realtà; per questo sono attirati dall’esoterismo, il subconscio, il mistero, l’oscuro, ma anche dagli incubi, i sogni, la psiche.
  • Malattia, follia, nevrosi, delirio, allucinazione, sogno: sono gli stati d’animo non controllati dalla ragione e che ci permettono di conoscere il nostro io e il mistero al di là delle cose.
  • Panismo: indica la tendenza a confondersi e mescolarsi con il Tutto e con l’assoluto, in particolar modo con la natura.
  • Esaltazione dell’io e superomismo: molti decadenti si basano sull’esaltazione dell’io tanto da arrivare a teorizzare la figura del superuomo, ideata da Nietzsche e ripresa più volte da D’Annunzio, intesa come potenziale che porta l’uomo al massimo di se stesso, abbattendo tutti i condizionamenti esterni e tutti i vincoli, e che può diventare un modello e una guida per gli altri grazie alla sua cultura.
  • Culto della bellezza: alcuni decadenti si dedicano al culto della bellezza, secondo l’imperativo dell’arte per l’arte. Secondo gli esteti la dicotomia vita-arte si risolve nella coincidenza dei due termini, tentando così di fare della propria vita un’opera d’arte, a favore del bello, unico valore morale del movimento. Nasce così la figura del Dandy.

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DECADENTISMO IN ITALIA: GLI AUTORI. Chi sono i principali autori del Decadentismo italiano? Molti sono tra gli esponenti più celebri della letteratura italiana di fine Ottocento-inizio Novecento.

  • Gabriele D’Annunzio (1863-1938). D’Annunzio è stata una figura importante sia per la letteratura che per la politica italiana di inizio Novecento. Incarna appieno la figura dell’autore decadente, facendo propri i temi del panismo (La pioggia nel pineto), del superomismo (lui si credeva tale), dell’estetismo (Il piacere).
  • Giovanni Pascoli (1855 – 1912). Pascoli è insieme a D’Annunzio il maggior poeta decadente italiano. Già dal Fanciullino emerge la sua concezione intima e interiore della poesia, orientata alla valorizzazione del particolare e del quotidiano. L’infanzia, il nido inteso come calore della casa, la vita quotidiana, la natura, la morte sono i temi dominanti della sua poetica.
  • Antonio Fogazzaro (1842 – 1911). Meno conosciuto, ma altro autore importante è Fogazzaro, più volte candidato al Premio Nobel per la letteratura. La sua opera simbolo è Il Santo, romanzo in cui si affrontano i temi della solitudine, la religiosità, la mondanità tentatrice, il romanticismo, il nichilismo.
  • Luigi Pirandello (1867 – 1936). Premio Nobel per la letteratura nel 1934, è uno dei decadenti italiani della seconda era. Pirandello incentra la sua opera sulla crisi dell’io, il concetto di maschera in contrapposizione con la vera interiorità della persona, l’identità e la follia, l’alienazione data dal progresso, il relativismo.
  • Italo Svevo (1861 – 1928). Anche Italo Svevo, la cui opera più famosa è La coscienza di Zeno, incarna il pensiero dell’autore decadente. I temi da lui più frequentemente trattati sono la malattia, l’inettitudine, la scrittura come mezzo di salvezza, il tempo, il sogno e la soggettività.

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