Indipendenza Catalogna: ultime news

L’epopea della Catalogna continua a far parlare i notiziari di tutta Europa: sappiamo ormai da giorni che al Referendum dell’1 ottobre si è verificata una vittoria schiacciante del sì, ma l’autonomia non è stata dichiarata da Carles Puigdemont, perché, a quanto pare, il presidente catalano vorrebbe riprendere rapporti civili con Madrid. D’altro canto il presidente Mariano Rajoy, non avendo avuto in un primo momento risposte chiare da parte di Barcellona, ha indetto un ultimatum, minacciando di applicare l’articolo 155 nel caso in cui il governo catalano non dovesse cedere. L’ultimatum è scaduto ed ecco cosa sta succedendo adesso…

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Indipendenza Catalogna: cosa sta succedendo?

L’articolo 155 è stato applicato per la prima volta dal 1978. Una regione di 7,5 milioni di abitanti che contribuisce al prodotto interno lordo nazionale per il 18,9% si trova oggi privata della sua autonomia. Madrid ha optato per un commissariamento che sospende i vertici della Catalogna, con la proposta al Senato di destituire il presidente Puigdemont, il vicepresidente Junqueras e tutti i membri del governo; al loro posto degli uomini scelti da Madrid. Il governo catalano ha ricevuto, inoltre, il divieto di eleggere un sostituto di Puigdemont; l’idea è di convocare nuove elezioni al massimo entro sei mesi. Infine il Parlamento locale non potrà proporre il candidato al Governo di Barcellona e non potrà interferire con la Costituzione o lo Statuto. Per quanto concerne la sicurezza,  grazie all’art. 155 Madrid prevede anche di prendere il controllo dei Mossos d’Esquadra, la polizia regionale catalana, e della Radio-Tv pubblica (Tv3 e Radio Catalunya).

Indipendenza della Catalogna: il Referendum 2017

La lotta per l’indipendenza catalana va ormai avanti da più di 10 anni: nel corso di questo periodo le manifestazioni sono state tante e, prima del 2017, c’è stato un altro referendum, dichiarato illegittimo dalla Corte Costituzionale e a cui ha partecipato solamente il 36% della popolazione. Nel 2015 sono iniziati i lavori per arrivare alla completa indipendenza della Catalogna e con l’arrivo di Puigdemont alla presidenza della Generalitat della Catalogna, è stato fissato un nuovo referendum per l’1 ottobre 2017. Nonostante la vittoria del sì, il governo spagnolo e il Tribunale Costituzionale hanno ritenuto il referendum illegale. Il 10 ottobre il presidente catalano ha indetto una conferenza durante la quale si pensava che avrebbe dichiarato l’indipendenza della regione. In realtà, Puigdemont è stato poco chiaro al riguardo, tanto che il governo di Madrid ha deciso di applicare alla Catalogna l’articolo 155 della Costituzione.

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Indipendenza Catalogna 2017: l’articolo 155 e le ultime news

In risposta al secondo ultimatum da parte di Rajoy, il presidente catalano ha affermato di non aver dichiarato l’indipendenza catalana durante la conferenza del 10 ottobre, facendo dunque un passo indietro per evitare contrasti con il governo spagnolo. Tuttavia, la decisione è solamente sospesa: Puigdemont prosegue dicendo che se Madrid continuerà con la repressione, allora si passerà subito a votare la dichiarazione formale di indipendenza lasciata in sospeso il 10 ottobre. Nonostante ciò, pare che il governo spagnolo sia intenzionato ad applicare comunque l’articolo 155, limitando l’autonomia della Catalogna e riaffidando a Madrid alcune competenze. Scopri di più:

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Indipendenza Catalogna 2017: dichiarata la Repubblica Catalana

La guerra fredda tra Madrid e Barcellona sta entrando nel vivo: la Catalogna ha appena dichiarato l’indipendenza a seguito di un consulto a cui hanno partecipato tutti i partiti indipendentisti. Su Twitter, intanto, è arrivata la reazione del premier spagnolo Mariano Rajoy, che ha esortato tutti alla calma, dichiarando: “lo stato di diritto restaurerà la legalità in Catalogna”. Madrid ha convocato un consulto straordinario in serata.

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Indipendenza Catalogna 2017: la drammatica incriminazione di Puigdemont

Non è finita: la guerra fredda tra Madrid e Barcellona prosegue. José Manuel Maza, procuratore generale, sostenuto dal governo spagnolo ha incriminato Carles Puigdemont, presidente catalano, di ribellione, sedizione e malversazione; insieme a lui anche i ministri del suo governo per aver permesso la dichiarazione d’indipendenza, ritenuta invalida. L’autonomia generale è sospesa e i ministri destituiti, ma loro continuano i lavori per l’indipendenza catalana, recandosi a lavoro e ignorando le minacce del governo centrale.

Indipendenza Catalogna 2017: la fuga

Sono fuggiti:  Carles Puigdemont e cinque ex consiglieri (ex ministri della Generalitat catalana: due sono di PDeCat, Joaquim Forn e Meritxell Borrás, due di Erc, Dolors Bassa e Meritxell Serret, il quinto è indipendente, Antoni Comin) si trovano attualmente a Bruxelles, dove hanno richiesto asilo. Il presidente avrebbe anche incontrato un avvocato specializzato in diritti umani, Paul Beckaert. Intanto Madrid gli ha chiesto di versare una cauzione di 6,2 milioni di euro, soldi spesi per il referendum ritenuto illegale. Come finirà?