Into the Wild: riassunto e commento del romanzo

Il libro che ha riscosso un enorme successo e poi successivamente da questo fu creato anche un film famosissimo con migliaia di biglietti venduti fu scritto nel 1996 da Jon Krakauer, Into the wild, che in italiano significa “nelle terre selvagge” . La trama narra e  racconta la storia vera di Christopher McCandless, giovane proveniente dalla Virginia Occidentale che subito dopo la laurea abbandona la famiglia e intraprende un lungo viaggio di due anni attraverso gli Stati Uniti, fino a raggiungere le terre sconfinate dell’Alaska. Il libro è stato pubblicato negli Stati Uniti nel 1996, e in Italia è stato distribuito dalla Rizzoli nel 1997. Il romanzo è stato poi riedito da Corbaccio in concomitanza con l’uscita del film.

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Into the wild: riassunto del libro

Nel libro “Into the Wild” di Jon Krakauer viene raccontata l’avventura del nomade Chris McCandless attraverso il suo diario e gli aneddoti di chi l’ha conosciuto. Chris non era un ragazzo come tanti, amava il rischio, l’adrenalina, l’avventura e il mistero. Soprattutto era amante della natura, della forza della natura, ed è proprio questo il concetto principale di tutta la trama del libro: voglioso forse troppo di dimostrare il proprio coraggio o, per molti, la propria incoscienza giovanile, si spinse oltre le proprie capacità e ne pagò le conseguenze, dei suoi errori, con la sua stessa vita. Dopo essersi laureato con il massimo dei voti ad una delle università più prestigiose dà tutti i suoi beni e tutti i suoi risparmi in devozione ad un anziano pellegrino e decide, così, in modo del tutto insensato di darsi per disperso. Abbandonò la propria auto e i beni personali, bruciò i contanti, in cerca di un’esperienza unica e fuori dal comune; tutti pensarono che fosse un suicidio volontario essendo sempre stato anche per tutta la sua comunità un individuo alquanto strano e con abitudini di certo non “normali” come tutti i ragazzi della sua età. Partire senza dire nulla e dare notizie ha un significato molto profondo per il protagonsta, egli vuole fare una  ricerca interiore  di se stesso o di un’illusoria felicità. Dopo aver viaggiato molto, dal Messico, in Alaska costantemente accompagnato dai libri dei suoi autori preferiti quali Tolstoj, London, Thoureau, Chris era convinto che la gioia di vivere poteva derivare solo dall’incontro con nuove esperienze. Solitario allo stato puro pensa ed è convinto di potersela cavare in modo completamente autonomo, senza l’aiuto di nessuno, per questo se ne pentirà assolutamente, capendo che l’aiuto reciproco può essere solo funzionale per la propria vita. La morte raggiunge fin troppo presto il protagonista, avvenuta con un avvelenamento, dovuta alla sua infrenabile e irresistibile volontà di voler vivere a contatto con la natura, estrema! Sicuramente, Chris non si è arreso e ha lottato sino al suo ultimo respiro. La natura, però, talvolta può essere violenta e invalicabile. Con lui lo è stata e niente ha potuto cambiare la drammaticità del suo destino.

Into the Wild: recensione

Il successo del libro vive ancora, infatti passati più di 20 anni dalla sua prima pubblicazione continua ad essere uno dei libri più venuti e letti, famoso al punto tale che il regista Sean Penn ne ha realizzato un film. Il romanzo ci dà la possibilità di riflettere sui limiti umani e sul fatto che soli non si riesce a sopravvivere: l’uomo sì, ha bisogno di ritrovare se stesso, ma ha bisogno di vivere in compagnia dei suoi simili.

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(Foto: courtesy of Paramount Vantage)