Primavera di Botticelli: descrizione del dipinto

Parliamo di arte e, in particolare, parliamo di Botticelli e di uno dei suoi più celebri dipinti, la Primavera, di cui vederemo l’analisi e la tecnica utilizzata per realizzare questa immensa opera d’arte. Il pittore del Quattrocento Botticelli, non ha bisogno di tante presentazioni perché tutti, e dico tutti, anche per sentito dire sappiamo di chi si tratta e conosciamo l’enorme contributo che ha dato all’arte italiana. L’elenco delle sue opere è lungo, ricordiamo tra le tante La nascita di Venere e L’Adorazione dei Magi, un’opera innovativa, che insieme alle altre ha contribuito al successo del pittore in Italia e nel mondo. Nel tram tram quotidiano è bello aprire le porte all’arte, buttarsi in questo mondo, godere della sua bellezza e, soprattutto, imparare l’arte e non metterla da parte: lasciatevi incantare e rapire dalle bellezze dell’arte; proprio per questo motivo, non perdiamo altro tempo, andiamo subito ad analizzare e comprendere la tecnica di questo dipinto.

La Primavera di Botticelli: analisi

Il dipinto è di una bellezza disarmante e, di fronte ad esso, l’istinto è quello di guardarlo e l’immagine raffigurata riesce a catturare l’attenzione dello spettatore. Sono presenti 9 personaggi, tutti appartenenti alla mitologia greca, che si muovono in un piccolo bosco ombroso e con un grande prato fiorito pieno di fiori; secondo diversi studiosi, l’opera va guardata da destra e sinistra e, in quest’ordine, i personaggi sono:

  • Il personaggio con la pelle bluastra è Zefiro, la personificazione del vento di primavera si sta avvicinando ad una donna.
  • La donna rapita da Zefiro, e successivamente messa incinta da lui, è la Ninfa Clori.
  • La donna accanto a Zefiro e Clori, con il vestito a fiori, è Flora (personificazione della primavera); Flora non è altro che Clori trasformata dalla gravidanza avuta con Zefiro.
  • Al centro del dipinto c’è Venere, forza motrice degli eventi che la circondano.
  • Sopra la testa di Venere c’è Cupido, figlio della dea, che è pronto a scagliare una freccia contro una delle Grazie.
  • A sinistra di Venere, le tre grazie legate tra loro da un intreccio di dita.
  • L’ultima figura più a sinistra è Mercurio, estraneo a ciò che accade, ma che sta allontanando le nuvole che minacciano la fine della primavera.

Ci sono diverse teorie, secondo una prima teoria allegorica, i personaggi raffigurati sarebbero alcuni esponenti della famiglia dei Medici, secondo un’altra teoria la primavera indicherebbe la fioritura di Firenze sotto la guida dei Medici; l’ultima teoria, quella più accreditata, vedrebbe nel dipinto il manifesto filosofico dell’Accademia Neoplatonica. Ma ora, scopriamo la tecnica.

La primavera di Botticelli: la tecnica

Abbiamo visto l’analisi dell’opera, la spiegazione di tutti i personaggi e le varie teorie sul significato dell’opera secondo il parere di diversi studiosi. Non vi abbiamo detto l’anno a cui risale l’opera, all’incirca si tratta del 1482. Le dimensioni del dipinto sono 203×314, ed è conservato nella Galleria degli Uffizi di Firenze dal 1919. La tecnica con cui è stato realizzato il dipinto è molto accurata, a partire dalla sistemazione delle assi di grandi dimensioni, che insieme formano il supporto. Su queste assi Botticelli ha usato colori chiari come il beige per le figure e il colore nero per la vegetazione, stese la colorazione a tempera in strati successivi, fino a ottenere effetti di grande leggerezza. L’attenzione dell’artista è dedicata principalmente alla descrizione dei personaggi e poi alle specie vegetali. E’ evidente la ricerca di bellezza ideale e di armonia, pose sinuose e sciolte, gesti calibrati e profili perfetti; l’ondeggiamento armonico delle figure è stato definito musicale e garantisce l’unità della rappresentazione.

Per fissare meglio i concetti: Mappa concettuale La Primavera di Botticelli