NELSON MANDELA: BIOGRAFIA E AFORISMI

 Nelson Mandela è stato non solo un presidente sudafricano, ma è il simbolo del Sud Africa stesso, in quanto ha combattuto in prima linea contro l’apartheid per liberare dalla segregazione il suo popolo. Un personaggio che resterà nei libri di storia per il suo contributo e diventato leggenda quando ancora in vita. Il Premio Nobel per la pace si è infatti spento nel 2013, all’età di 95, ma il suo nome sarà sicuramente ricordato dalle nuove generazioni come un grande rivoluzionario e difensore degli oppressi. Ti piacerebbe scrivere una tesina per la maturità oppure devi scrivere un tema su Mandela o semplicemente sei curioso di approfondire la storia di questa grandissima persona? Allora continua a leggere: in quest’articolo troverai biografia e aforismi di Nelson Mandela.

NELSON MANDELA BIOGRAFIA

 Nelson Rolihlahla Mandela nasce a Mvezo, piccolo villaggio del Sudafrica, il 18 luglio 1918, figlio di un capo della tribù Thembu. Dopo avere studiato nelle scuole africane per studenti neri laureandosi in giurisprudenza, nel 1942 fa il suo debutto in politica, diventando membro dell’African National Congress (ANC). Dopo la vittoria elettorale del Partito Nazionale, a favore della politica di apartheid che prevedeva la segregazione razziale dei neri sudafricani, Mandela ha un ruolo importante nella resistenza organizzata dall’ANC. Nel marzo 1960, dopo anni di lotte pacifiche, l’uccisione di manifestanti disarmati a Sharpeville e la messa fuori legge dell’ANC e di tutti i gruppi anti-apartheid spingono Mandela ad appoggiare la lotta armata. Cofondatore e comandante dell’ala armata dell’ANC, chiamata MK, Mandela coordina la campagna di sabotaggio contro l’esercito regolare ed elabora piani per porre fine all’apartheid. Nell’agosto 1962, anche a causa di alcune informazioni fornite dalla CIA, Mandela viene arrestato dalla polizia sudafricana ed è imprigionato, dopo essere stato condannato all’ergastolo con l’accusa di sabotaggio, nella prigione di Robben Island, in cui rimane per 27 anni. Nonostante la sua incarcerazione, la sua immagine diventa sempre più celebre e in tutto il mondo si solleva lo slogan “Nelson Mandela Libero”. Tra l’altro, Mandela, nel 1980, riesce anche a spedire un manifesto all’ANC.
Dopo avere rifiutato un’offerta di libertà condizionata in cambio di una rinuncia alla lotta armata nel febbraio 1985, Mandela è rilasciato a febbraio del 1990 dal Presidente sudafricano F.W. de Klerk, grazie alle proteste dell’ANC e alle crescenti pressioni della comunità internazionale. Anche l’ANC viene riabilitato e non considerato più un partito illegale. Nel 1993 Mandela è insignito del Premio Nobel per la pace, mentre l’anno dopo, in occasione delle prime elezioni libere del Sudafrica aperte anche ai neri, viene eletto Presidente della Repubblica del Sudafrica e capo del governo, carica che rivestirà fino al 1998.
Durante gli anni di governo, Mandela dovrà anche fronteggiare una battaglia in tribunale contro 39 case farmaceutiche: le multinazionali lo hanno portato in giudizio dopo la promulgazione, da parte di Mandela, nel 1997, del Medical Act, una legge che permetteva al governo sudafricano di importare e produrre medicinali per la cura dell’Aids a prezzi sostenibili. La battaglia legale è stata poi sospesa in seguito alle pressioni internazionali sulle case farmaceutiche in questione.
Per quanto riguarda la sua vita privata, Nelson Mandela ha avuto tre mogli; la prima è stata Evelyn Ntoko Mase, dalla quale ha avuto quattro figli e ha divorziato nel 1957, mentre la seconda moglie è stata Winnie Madikizela, “la madre della naziona africana” per la sua vicinanza al marito negli anni della prigionia: i due si sono sposati nel 1958 per poi separarsi nel 1992 (hanno avuto due figlie). Mandela, poi, ottantenne, si è risposato con la cinquantenne Graça Michel, vedova del presidente del Mozambico, assassinato in un incidente aereo organizzato dai servizi segreti del regime segregazionista.
Nel giugno 2004, all’età di 85 anni, Mandela ha annunciato il ritiro dalla vita pubblica per potere stare vicino alla famiglia. Tuttavia, il 23 luglio di quell’anno la città di Johannesburg gli ha conferito l’onorificenza “Freedom of the City”, paragonabile alla consegna delle chiavi della città, con una cerimonia che si è tenuta a Orlanda, Soweto. Il 27 giugno 2008 a Londra, a Hyde Park, si è svolto un grande concerto per celebrare i suoi novant’anni e il suo impegno nella lotta contro il razzismo e l’AIDS: Mandela si è presentato al concerto, ricevendo l’ovazione di circa 500 mila persone. L’anno successivo i grandi dello spettacolo, della politica e della cultura mondiale gli hanno dedicato un grandissimo tributo a New York chiamato Mandela Day. Viene ricoverato in ospedale a Pretoria il 28 marzo 2013 per una grave infezione polmonare, ma viene successivamente dimesso. Ha una nuova crisi l’8 giugno 2013, che lo porta a un nuovo ricovero ospedaliero. La morte viene annunciata dal presidente del Sudafrica Jacob Zuma il 5 dicembre 2013: Mandela aveva 95 anni. Cinque giorni dopo, allo stadio di Johannesburg, si è tenuta una commemorazione pubblica ai quali hanno partecipato tanti leader mondiali e migliaia di sudafricani.

NELSON MANDELA: GLI AFORISMI PIÙ FAMOSI

 Nelson Mandela nella sua vita ha pronunciato numerosi discorsi importanti in nome delle sue battaglie politiche e civili. Sono tante le frasi rimaste nel tempo in grado di ispirare numerose altre persone o che fanno da insegnamento. Ecco gli aforismi più belli e famosi di Nelson Mandela:

  • "Non c’è nessuna strada facile per la libertà".
  • "Unitevi! Mobilitatevi! Lottate! Tra l’incudine delle azioni di massa e il martello della lotta armata dobbiamo annientare l’apartheid".
  • "Niente come tornare in un luogo rimasto immutato ci fa scoprire quando siamo cambiati".
  • "Per gli uomini, la libertà nella propria terra è l’apice delle proprie aspirazioni".
  • "Non c'è niente di più incoraggiante per un detenuto politico del sapere che la sua vita non è andata sprecata".
  • "Più potente della paura per l'inumana vita della prigione è la rabbia per le terribili condizioni nelle quali il mio popolo è soggetto fuori dalle prigioni".
  • "Solo gli uomini liberi possono negoziare. I prigionieri non possono avere contatti".
  • "L'educazione è il grande motore dello sviluppo personale. È grazie all'educazione che la figlia di un contadino può diventare medico, il figlio di un minatore il capo miniera o un bambino nato in una famiglia povera il presidente di una grande nazione. Non ciò che ci viene dato, ma la capacità di valorizzare al meglio ciò che abbiamo è ciò che distingue una persona dall'altra".
  • "Un vincitore è semplicemente un sognatore che non si è mai arreso".