Unesco: che cos’è e come opera

L’Unesco, acronimo di Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Educazione, la Scienza e la Cultura, è stata fondata nel 1945 per poi cominciare effettivamente ad operare l’anno successivo. Si tratta di un’agenzia specializzata delle Nazioni Unite creata con lo scopo di promuovere la pace e la comprensione tra le nazioni attraverso l’istruzione, la scienza, la cultura, la comunicazione e l’informazione. Seguendo la Convenzione sulla Protezione del Patrimonio mondiale, culturale e naturale, l’Unesco ha finora riconosciuto un totale di 1001 siti (777 beni culturali, 194 naturali e 30 misti) presenti in 161 Paesi del mondo, con l’Italia che detiene il primato avendo ben 51 siti inclusi nella lista dei patrimoni dell’umanità.

Gli Stati Uniti lasciano l’Unesco: i motivi

Nelle ultime ore il Presidente americano Donald Trump ha deciso il ritiro formale degli Stati Uniti dall’Unesco. Il motivo principale che ha spinto Trump verso una scelta così drastica sarebbe il forte “pregiudizio anti-israeliano” espresso dall’organizzazione che ha spinto anche Israele ad annunciare il suo imminente abbandono. In una dichiarazione diffusa dalla portavoce Heather Nauert, il dipartimento di Stato ha affermato che tale presa di posizione non è stata assunta su due piedi ma ne ha giustificato le ragioni in modo chiaro:

“La decisione non è stata presa alla leggera e riflette le preoccupazioni americane per i crescenti arretrati dell’Unesco, la necessità di riforme fondamentali per questa organizzazione e il continuo pregiudizio anti-israeliano all’Unesco. […] Gli Stati Uniti rimangono comunque impegnati come stato osservatore non membro per contribuire con le opinioni, prospettive e competenze americane”.

C’è da aggiungere che già dal 2011, anno in cui la Palestina è diventata membro a pieno titolo dell’Unesco, gli Stati Uniti hanno smesso di finanziare l’organizzazione creando un deficit di 500 milioni di dollari totali. Ultimamente la situazione è precipitata ulteriormente per una serie di risoluzioni controverse adottate dall’organizzazione, in particolare quella di dichiarare il centro storico di Hebron, nei territori occupati da Israele della Cisgiordania, come World Heritage Site. Per Trump, quindi, non c’è altra soluzione che ritirarsi anche se bisognerà aspettare il 31 dicembre 2018 per ufficializzare l’uscita degli Stati Uniti dall’Unesco.

La reazione del direttore generale dell’Unesco

Il direttore generale dell’Unesco Irina Bokova ha espresso tutto il suo rammarico per la scelta tanto drastica degli Stati Uniti. La Bokova ha affermato inoltre che in un momento storico così delicato, in cui il mondo è nel mirino del terrorismo e dell’estremismo violento, è proprio l’universalità ad essere fondamentale per la sua organizzazione:

“L’universalità è cruciale alla missione dell’Unesco per rafforzare pace e sicurezza davanti a odio e violenza, in difesa dei diritti e della dignità umana”.