A cinque anni dalla sua approvazione legislativa, diventa effettivo il decreto voluto dal ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini che prevede la ‘schedatura’ completa dei 6 milioni di studenti italiani. Ricevuto l’ok dal Garante della privacy, l’iniziativa partirà già da settembre. Ogni scuola, a partire dalla primaria, dovrà comunicare a viale Trastevere tutti i dati sensibili e relativi al percorso scolastico e formativo dei ragazzi. Le informazioni richieste dal Ministero spaziano dai dati anagrafici, al codice fiscale di ogni ragazzo, a quelli relativi alla valutazione, ma potranno riguardare anche dati giudiziari, dati idonei a rivelare condizioni di salute e dati indispensabili a individuare il soggetto presso il quale lo studente assolve l’obbligo scolastico.

L’anagrafe degli studenti nasce con lo scopo di favorire la realizzazione del diritto-dovere all’istruzione e alla formazione e alla vigilanza sull’assolvimento di tale obbligo. Il ministro dell’Istruzione assicura che i dati acquisiti saranno utilizzabili col “fine di monitorare l’evasione dell’obbligo di istruzione, gli abbandoni scolastici, la irregolarità di frequenza e ogni altro fenomeno riconducibile alla cosiddetta dispersione scolastica, al fine di predisporre opportune azioni di prevenzione”.