La scuola è spesso e volentieri una noia mortale e avremo sempre in mente una scusa buona per saltare un giorno di lezioni: è caldo, è freddo, ho un po’ di mal di gola, tanto andrò a zappare nei campi, sono stanco, ho l’ultima stagione di Game of Thrones da recuperare etc etc etc. Anche se, alla fine, la maggioranza degli studenti a fatica si convince ogni mattina a trascinarsi lentamente verso la classe, prima o poi tutti cadiamo nella tentazione di assentarci.

Non sarebbe tutto questo gran problema se non che a sud, nell’anno scolastico 2015/2016, si siano registrate tantissime assenze, soprattutto se confrontate con gli studenti del Nord. Con il mare che c’è nelle regioni mediterranee, viene difficile biasimarli, ma vediamo di capire nello specifico quali informazioni ci rivelano questi dati.

Le cifre, che sono state pubblicate dal Miur su #Scuolainchiaro e riportate da Repubblica, parlano chiaro: nei licei classici, non segnati dal fenomeno dell’abbandono scolastico, gli studenti pugliesi hanno fatto in media 93 ore di assenza in prima, 102 ore di assenza in seconda e così via incrementando sulle 891 totali per ogni anno del biennio e 1023 per il triennio. Gli studenti pugliesi sono seguiti da siciliani e campani, mentre i più virtuosi sono gli studenti veneti, che in media sono assenti 30 ore al primo anno e 33 al secondo, e quelli friuliani, con rispettivamente 34 e 36 ore di assenza media.

La stessa situazione si propone in modo simile anche analizzando i dati per liceo scientifico, istituti tecnici e istituti professionali. Se teniamo conto del numero di assenze nel secondo anno di superiori, durante il quale si svolge il Test Invalsi, possiamo notare una possibile correlazione tra numero di assenze e risultati: gli studenti veneti, oltre a essere meno assenteisti, sono i più bravi al test invalsi, mentre le regioni meridionali compaiono in fondo al ranking nazionale.