Ritratto dei Coniugi Arnolfini: tutto quello che c’è da sapere sul dipinto

Uno dei dipinti più clamorosi e misteriosi del fantastico van Eyck è di certo “Il ritratto dei Coniugi Arnolfini”. Misterioso perché riserva tantissime verità che a primo impatto sarebbe impossibile vedere, infatti molti critici ed esperti d’arte si battono su questo cosa, con molte scuole di pensiero diverse fra loro. Faremo un’accurata analisi dell’opera, partendo principalmente, dalla storia e dall’origine del dipinto, anche questa di assoluta importanza. Ritratto dei coniugi Arnolfini è un dipinto a olio su tavola (81,80×59,40 cm) del pittore fiammingo, realizzato nel 1434 e conservato nella National Gallery di Londra. Considerato tra i capolavori dell’artista, è anche una delle opere più significative della pittura fiamminga, caratteristica principale è la sua complessa ed enigmaticità, che ha acquistato una fama misteriosa, che i numerosi studi e le domande ancora irrisolte hanno alimentato.

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Ritratto dei Coniugi Arnolfini: storia del dipinto

Come noi di Studentville amiamo sottolineare, la storia e l’origine del dipinto non vanno assolutamente sottovalutata, perché descrivono in parte tutta l’opera complessiva, la commissione e le ragioni per cui un determinato dipinto viene creato e per chi viene creato, quindi questo mette a nudo anche le vere motivazioni dell’origine di un’opera. Oggi appunto ci soffermeremo su una delle opere più importanti e più belle dell’arte fiamminga, del grandissimo van Eyck. Giovanni Arnolfini era un ricco mercante di Lucca che si trasferì a vivere a Bruges, insieme alla moglie Giovanna Cenami. Arnolfini era conosciuto da tutti come un uomo abbastanza facoltoso e ricco che poteva benissimo permettersi dei lussi. All’epoca in questa cerchia rientravano assolutamente i dipinti, che in più costavano anche un bel po’ di soldi; il suo ritratto è divenuto una delle opere d’arte più famose di tutti i tempi. La sua fama è legata a molti particolari, ma uno dei più curiosi e popolari è sicuramente la presenza dello specchio posto sulla parete di fondo. Il vero mistero risiede proprio in questo particolare, ancora non molto chiaro a tutti e soprattutto caratterizzato da approfondimenti e studi durati molti anni e ancora molti, non terminati. La scena si svolge in un luogo personale, intimo degli sposi, cioè la loro camera da letto. Si pone come luogo della sacra unione matrimoniale. I coniugi Arnolfini si scambiano la promessa di fedeltà nella loro futura camera nuziale, un ambiente sofisticato e raffinato, pur essendo domestico, descritto a pieno nella sua regalità dalla mano di van Eyck.

Ritratto dei Coniugi Arnolfini: analisi e tecnica utilizzata

Come si è già detto, il dipinto rappresenta una delle opere più importanti dell’artista fiammingo, nel suo mistero e nella tecnica utilizzata in modo scrupoloso. Ma l’elemento che contraddistingue il dipinto è assolutamente lo specchio convesso che sta alle spalle dei coniugi, che è per assurdo l’emblema e la particolarità dell’opera. Per la  prima volta un pittore propone una rappresentazione più complessa dello spazio: è come se fosse un dipinto dentro un altro dipinto, diversi fra di loro con la stessa immagine però rappresentata da due punti di vista esattamente opposti, cioè quella dell’artista e quella dei soggetti. Si ha così, potremmo dire, una rappresentazione dello spazio a 360°. Nello specchio vediamo i due coniugi di spalle e, tra essi, si vedono altre figure. Tra queste il pittore che sta eseguendo il dipinto, quindi è come se fossero rappresentate entrambe le scene, quella del pittore che segue l’opera, che si vede nello specchio l’altra ovviamente i coniugi che sono i protagonisti del dipinto. Un’altra particolarità da non sottovalutare è la “firma” che il pittore colloca  in forma insolita, scrivendo, proprio sopra lo specchio, «Johannes de eyck fuit hic 1434»: Jan van Eyck è stato qui. Questo specchio oltre alla rappresentazione appena descritta  contiene anche dieci piccoli medaglioni che raffigurano altrettante scene della passione di Cristo. Piccolissimi quadretti, che mostrano  con estrema chiarezza la  meticolosità da miniaturisti di questi pittori, precisi anche nei dettagli più minuti. Altra caratteristica dell’opera è la luce, lo spazio è illuminato dalle finestre della stanza matrimoniale. La luce in questo caso ha un compito ben preciso che è quello di illuminare in maniera differenziata anche le superfici piane ed infatti, qui, per la prima volta, vediamo un pittore che tratta con il chiaroscuro anche una superficie piana. Quadro dalle mille peculiarità e altrettante caratteristiche esemplari che rendono il tutto un’opera innovativa e perfetta in tutta la sua complessità.

Il significato del quadro, comunque, riporta ad unione matrimoniale dei due protagonisti, però questa volta eseguita in modo del tutto nuovo!