Uno studio condotto da varie università, tra cui quella di Greenwich e di Padova, ha dimostrato che i bambini che leggono il romanzo di Harry Potter hanno una maggiore empatia e tolleranza verso le  persone in difficoltà e i gruppi minoritari come gli immigrati e i poveri.

Secondo i ricercatori dello studio, pubblicato dal “Journal of Appllied Social Psychology”, leggere il popolare romanzo fantasy aiuta i bambini a sviluppare empatia se si immedesimano nell’infanzia vissuta dal maghetto più famoso del mondo: "La storia -si legge nella ricerca- ci dice che Harry non proviene dal mondo aristocratico come gli altri maghi. Contemporaneamente, ci sono molti personaggi nel racconto che sono più fortunati ma che sono cattivi”.

Gli psicologi sostengono che nel romanzo di J.K.Rowling, si avverte la differenza sociale tra i maghi e che i bambini, identificandosi con Harry Potter, percepiscono la situazione svantaggiata dalla quale proviene.

Un risultato, questo, raggiunto dopo diversi anni di ricerca dove sono stati “studiati” due gruppi di bambini nelle età che vanno dall’infanzia fino agli anni universitari: quelli  che avevano letto “Le avventure di Harry Potter” si sono mostrati più disponibili alla socializzazione e meno classisti oltre ad avere maggiore empatia con le persone che conducono una vita meno avvantaggiata della propria.

Foto: Frame da "Harry Potter e la Pietra Filosofale"