TEMA SULLA SOLITUDINE DELL’UOMO

Quanti di voi hanno paura di rimanere da soli? E che percezione avete della solitudine: è un bene o è un male?  L’argomento è dei più attuali in quanto in una società sempre più individualista e tecnologizzata, c’è chi ritiene che le persone siano sempre meno portate alla socialità preferendo l’egoistica solitudine: o è solo un’illusione?
Inoltre, la Giornata Mondiale della Salute di quest’anno è focalizzata sul disturbo della depressione, in cui la solitudine assume dei connotati negativi, poiché diventa uno stato di isolamento e alienazione dal resto del mondo esterno. Hai bisogno di un tema sulla solitudine per la scuola? Ecco un testo svolto da noi della Redazione di Studentville che potrai usare come spunto!

Cerchi altri temi? Leggi la nostra guida Temi di Attualità svolti: tracce

TEMA SULLA SOLITUDINE: SCALETTA

Prima di iniziare a scrivere il tema sulla solitudine, è utile buttare giù una scaletta per strutturare bene il testo, evitando ripetizioni o dimenticanze. Non dimenticarti di dividere il tema in:

  • Introduzione: in cui devi descrivere brevemente l’argomento di cui parlerai nel tema. Puoi iniziare con la definizione di solitudine, con una citazione o una piccola riflessione.
  • Svolgimento: nel corpo del testo, devi argomentare, descrivere l’argomento seguendo un filo logico e coerente. In questo caso puoi descrivere gli aspetti positivi e negativi della solitudine. Può essere un tema personale, quindi spiega pure il tuo punto di vista, possibilmente portando anche dati o citazioni di filosofi, psicologi, sociologi o altri esperti sulla tematica.
  • Conclusione: nelle ultime righe puoi esprimere liberamente il tuo pensiero conclusivo in base a quanto scritto in precedenza, facendo ulteriori riflessioni sul tema.

Non perderti la nostra maxi guida su tutte le tipologie di tema da svolgere: Come scrivere un tema

TEMA SULLA SOLITUDINE SVOLTO: INTRODUZIONE

La solitudine è spesso associata a qualcosa di negativo. Una delle principali critiche alla società odierna è legata al fatto che le persone, sempre più, tendono a vivere da sole, a non creare legami stabili o familiari, a causa non solo di problemi economico-sociali, ma anche per un più spiccato individualismo.Inoltre, la tecnologia e i mezzi di comunicazione hanno contribuito a isolarci in qualche modo. Tuttavia, al tempo stesso si ha una gran paura della solitudine, o forse, meglio dire, dello stare da soli: capita mai di guardare con tristezza quei pochi che vanno a cena al ristorante da soli o magari si preferisce restare a casa piuttosto che andare al cinema senza compagnia per paura di venire giudicati? E alla fine: la condivisione sfrenata sui social non è solo la richiesta di socialità in modo non convenzionale?

TEMA SULLA SOLITUDINE SVOLTO: SVOLGIMENTO

L’uomo è “un animale sociale”: così scrisse il filosofo greco Aristotele in “Politica”, in quanto gli individui tendono ad aggregarsi con altri simili e a vivere in società. Che sia per una questione egoistica (cioè sfruttare i vantaggi derivanti dall’interazione con gli altri) che per un istinto primario dell’uomo – sulla questione si sono scritti innumerevoli saggi sociologici, antropologici e scientifici – è innegabile che lo stare con gli altri, la condivisione e sentimenti come l’amicizia o l’amore ci rendono vivi e sono una parte fondamentale del nostro essere. Tuttavia, la solitudine non corrisponde necessariamente alla tristezza o allo stare da soli: ci si può sentire tristi e soli anche se costantemente circondati da persone, o, al contrario, essere perfettamente felici in solitudine. La solitudine ha una sua valenza positiva in quanto uno dei mali della troppa socialità è il fatto di avere sempre bisogno dell’altro per sentirsi completi, appagati e spesso si ha paura a restare da soli. Dedicarsi dei momenti alla cura di se stessi, in cui fare qualcosa in autonomia, coltivare un hobby, trascorrere del tempo da soli, è altrettanto importante per rilassarsi, imparare a conoscersi, riflettere e capire chi veramente siamo. “Imparare a sopportare la solitudine è una fonte di felicità”, diceva Schopenhauer, poiché solo nel momento in cui si è in grado di vivere da soli e in pace con se stessi è anche possibile vivere a pieno il rapporto con gli altri, senza che questo crei dipendenze malate o ci schiacci, magari portandoci a emulare gli altri per il rischio di essere lasciati in disparte. Quale solitudine più grande di questa ci può essere? Imparare a vivere in solitudine ci permette anche di non percepire questa condizione come triste, in quanto se malvissuta e non apprezzata come esperienza positiva, la solitudine può portare a stadi di malumore, angoscia, disperazione, fino alla depressione, che è un disturbo molto serio. La solitudine non deve coincidere con l’isolamento o l’estraniamento dalla società: ripiegarsi su se stessi è talora comodo, ma aprirsi al mondo e agli altri, seppure a volta fa paura, è una sfida che dobbiamo correre ed è necessario credere che alla fine troveremo sempre qualcuno a tenderci la mano. 

TEMA SULLA SOLITUDINE SVOLTO: CONCLUSIONE

Io, personalmente, amo la solitudine: passeggiare da soli osservando un tramonto cogliendone la bellezza senza distrazioni, ascoltare il fruscio del vento nel totale silenzio, ascoltare un brano di musica sdraiati sul letto o ballando senza paura di risultare ridicoli sono momenti in cui apprezzi la vita e ami te stesso. La solitudine non va demonizzata, ma va imparata a conoscere, in quanto ci permette poi di vivere con serenità il rapporto con gli altri, senza mai rinunciare a noi stessi. L’importante è che la solitudine non diventi uno stato mentale da cui pensiamo di non potere uscire e che il mondo là fuori sia solo un luogo ostile.

Hai bisogno di guide specifiche per la Maturità? Non perderti:

Hai bisogno di riassunti, temi svolti o qualche consiglio per i compiti? Ti aiutiamo noi! Iscriviti al gruppo: Sos Compiti: riassunti e temi svolti