TEMA SULLA FESTA DELLA REPUBBLICA

Hai già preparato il costume, l’ombrellone e sei pronto per trascorrere il ponte del 2 giugno al mare o in piscina? Purtroppo, però, è sempre importante ricordare che prima del piacere, viene il dovere. Ti hanno dato da scrivere un tema sulla Festa della Repubblica? Allora è bene togliersi il pensiero e vedere di fare un bel tema per poi godersi il weekend in serenità. Dopotutto, il 2 giugno è, insieme al 25 aprile, la festa nazionale più importante in quanto si ricorda la nascita della Repubblica, le elezioni per l’Assemblea Costituente i cui membri hanno scritto la nostra Costituzione e l’introduzione, per la prima volta nel nostro Paese, del suffragio universale! Direi che celebrare questa Festa è fondamentale! A scrivere il testo di cui hai bisogno ti aiutiamo noi: ecco il nostro tema svolto sulla Festa della Repubblica italiana.

TEMA SVOLTO FESTA DELLA REPUBBLICA ITALIANA: INTRODUZIONE

 Il 2 giugno 1946 è una di quelle date che ha segnato per sempre la storia d’Italia e che tutte le future generazioni studieranno sui libri di storia e avranno la possibilità di approfondire con gli eventi e le parate organizzate in questa giornata che, ogni anno, da ormai settant’anni circa, è considerata Festa Nazionale. Tanti gli avvenimenti accaduti quel giorno, ancora oggi ricordato come espressione massima della democrazia: il popolo italiano, per la prima volta a suffragio universale (le donne non avevano mai avuto diritto di voto prima in Italia), scelse con referendum popolare la nuova forma di governo tra monarchia e repubblica, oltre a eleggere, con elezioni libere e segrete – le prime dal 1923 – i membri dell’Assemblea Costituente che avrebbero scritto la nostra Costituzione.

TEMA SVOLTO FESTA DELLA REPUBBLICA ITALIANA: SVOLGIMENTO

 Come si arrivò al referendum del 2 giugno 1946? La Seconda Guerra Mondiale, che si era conclusa per l’Italia poco dopo il 25 aprile 1945, avevamo lasciato ovunque morte e macerie. Il nostro Paese si trovò a dovere affrontare costi ingenti per la ricostruzione, non solo economica, ma anche sociale e democratica, oltre alla perdita di territori e colonie. Dopo il Ventennio fascista e la Seconda Guerra Mondiale, la penisola usciva dal conflitto bellico come nazione sconfitta (nonostante l’Armistizio di Cassibile del 3 settembre 1943 con cui l’Italia aveva voltato le spalle alla Germania di Hilter), dilaniata dalla guerra, dai bombardamenti e dalla guerra civile tra partigiani e Repubblica Sociale Italiana, ultimo baluardo dell’Italia fascista, pagando il costo di oltre 470 mila vite umane, tra soldati e civili italiani. A uscirne malconcia, soprattutto a livello di immagine e credibilità, fu anche la monarchia: l’appoggio conferito da Re Vittorio Emanuele III di Savoia a Mussolini nei 20 anni precedenti, le titubanze nell’appoggiare un cambio di governo e la fuga a Brindisi dopo la firma dell’armistizio reso noto solo l’8 settembre 1943 con conseguenze nefaste per l’esercito italiano e i civili italiani, avevano creato un clima di sfiducia e ostilità nei confronti del sovrano. Per questo motivo, il 9 maggio 1946, Vittorio Emanuele III abdicò a favore del figlio Umberto II.
Si rese comunque necessaria la proclamazione di un referendum popolare per chiedere agli italiani se volessero continuare a essere rappresentati da un re o se avessero preferito diventare uno stato repubblicano, con nuove istituzioni e una nuova Costituzione.
Il 2 giugno 1946 ebbe luogo il referendum istituzionale che sancì la nascita della Repubblica Italiana. Nella stessa data, si tennero anche le elezioni, a suffragio universale, per l’Assemblea Costituente, incaricata di scrivere la nuova Costituzione, sostitutiva del vecchio Statuto Albertino.
Tra il 2 e il 3 giugno, si recarono alle urne 12.998.131 donne e 11.949.056 uomini. I risultati del referendum popolare vennero resi noti una settimana dopo: con 12.182.853 voti per la Repubblica contro i 10.363.709 voti per la monarchia, l’Italia diventò un Paese repubblicano. Umberto II di Savoia partì in esilio con la famiglia il 13 giugno 1946, mentre il 18 giugno 1946 la Corte di Cassazione proclamò in modo ufficiale la nascita della Repubblica Italiana.
L’Assemblea Costituente, eletta con sistema elettorale proporzionale, oltre a redigere la nuova costituzione, era incaricata anche di votare la fiducia al governo, approvare le leggi di bilancio e ratificare i trattati internazionali. La Costituzione, in particolare, fu redatta dalla Commissione dei 75, che terminò i suoi lavori il 12 gennaio 1947, mentre il dibattito in aula sul testo durò fino al 27 dicembre 1947, data di approvazione finale. La Costituzione italiana entrò in vigore il 1° gennaio 1948.

TEMA SVOLTO FESTA DELLA REPUBBLICA ITALIANA: CONCLUSIONE

 Fu il Senato della Repubblica a dichiarare il 2 giugno Festa Nazionale nel 1948: da quel giorno, in ogni piazza d’Italia, si assiste a diverse parati militari, di cui la più famosa è quella militare di Roma, alla presenza del Presidente della Repubblica e delle altre cariche più alte dello Stato. Una giornata che ancora ci riempie d’orgoglio e in cui non possiamo che ricordare gli uomini e le donne che, nonostante le barbarie vissute durante gli anni del secondo conflitto mondiale, riuscirono a ricostruire il nostro Paese su basi democratiche, sui principi di solidarietà, uguaglianza sostanziale e libertà. Oggi quel giorno ci appare lontano, ma rimane vitale celebrarlo per ritrovare lo spirito nazionale e ricordarci che, nonostante tutti i problemi del mondo contemporaneo, siamo fortunati e privilegiati a essere nati in un Paese democratico come l’Italia.

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