Tutt’altro o Tuttaltro: la forma corretta

Anche oggi noi di Studentville vi aiuteremo a risolvere dei piccoli dubbi e quindi chiarire delle forme grammaticali che creano tanta confusione. Tra i dubbi più diffusi figura questo: “Tutt’altro o Tuttaltro”. Come mai si scriverà? Quale mai sarà la forma corretta? Ovvero, bisogna capire qual è quella forma che possa farci evitare di commettere errori ortografici dovuti alla pronuncia, perché per la maggior parte dei casi, la scrittura si fa influenzare dalla forma verbale. Cercheremo ora di capire per bene quale sia la forma giusta, quando e come bisogna usarla.

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Tutt’altro o Tuttaltro:  come si scrive

La forma corretta è tutt’altro, con il pronome indefinito tutto soggetto ad elisione prima del pronome indefinito altro.

Esempio:

  • Non che fosse divenuto un donnaiolo, tutt’altro (C. Magris, Microcosmi)

La forma tuttaltro, risultato di una univerbazione, è oggi poco diffusa e legata soprattutto a usi scarsamente sorvegliati, quindi non è sbagliata, ma non è più usuale. E’ bene usare la forma corretta e moderna ovvero quella staccata, Tutt’altro. Se dovessimo parlare della forma attaccata e dovessimo ricollegarci alla storia allora senz’altro diremmo che comunque fu molto utilizzata nell’Ottocento, quindi nell’Italiano antico, come mostra questo chiaro esempio:

  • Si fa, e si disfà; e disfacendo non si finisce per nulla ciò che s’era fatto: tuttaltro! (I. Nievo, Le confessioni di un italiano).

Tutt’altro o Tuttaltro: Frasi ed esempi con la forma corretta

Dopo questa breve e concisa guida abbiamo ben capito che la forma da utilizzare è tutt’altro. Per approfondire la spiegazione ed  esser certi che da oggi in poi non si commetteranno più errori è bene fare degli esempi pratici, infatti è proprio per questo che faremo delle frasi e degli esempi:

  • Nonostante i tentativi riformistici di Diocleziano, la ristrutturazione provinciale era tutt’altro che chiara, specialmente quando i cittadini facevano ricorso contro le decisioni dei funzionari imperiali.
  • L’intervento di Carlo nella Penisola iberica fu tutt’altro che trionfale, e non privo di momenti dolorosi e gravi rovesci.
  • Inizialmente le cronache coeve concordavano sul fatto che Carlo fosse tutt’altro che sorpreso e contrario alla cerimonia.