VAN GOGH: BIOGRAFIA E OPERE. Uno dei pittori più famosi della storia è senz’altro Vincent Van Gogh (1853-1890). Autore di quasi 900 disegni e oltre 1300 disegni, Van Gogh è stato un pittore geniale, la cui produzione spazia dalle nature morte ai dipinti naturalistici, fino ai ritratti e ai celebri autoritratti. Dall’uso di colori scuri all’influenza "vivace" degli impressionisti francesi, Van Gogh ha creato uno stile personalissimo di pittura tanto da influenzare profondamente tutta l’arte del XX secolo. È famoso anche per la sua vita tormentata: in continuo peregrinaggio, Van Gogh soffriva di disturbi mentali, che lo portarono al suicidio all’età di 37 anni (dopo essersi tagliato un orecchio ed essere stato ricoverato più volte in un ospedale psichiatrico). Sei alla ricerca di un riassunto sulla vita di Van Gogh e vuoi sapere quali sono le sue opere più importanti? Allora, sei nel posto giusto: di seguito troverai biografia e opere di Van Gogh.

VAN GOGH BIOGRAFIA: I PRIMI ANNI. Vincent Van Gogh naque nel piccolo paese olandese di Zundert, nella provincia del Brabante, il 30 marzo 1853, figlio di un pastore protestante, Theodorus Van Gogh, e di Anna Carbentus. Van Gogh fu in realtà il secondogenito della coppia, che esattamente un anno prima aveva dato alla luce un altro bambino, purtroppo, però, nato morto. Van Gogh ebbe poi altre tre sorelle e due fratelli: Anna, Theo, Wil, Lies e Cor. Dal 1861 al 1864 Vincent Van Gogh frequentò la scuola del paese e poi un collegio nella cittadina di Zevenbergen, dove imparò l’inglese, il francese, il tedesco e il disegno. A 13 anni, frequentò la scuola superiore a Tilburg, ma fu costretto ad abbandonarla a metà del secondo anno (1867-68) a causa dello scarso rendimento e di alcuni problemi economici del padre.
All’età di sedici anni, lo zio Cent trovò a Van Gogh un lavoro alla casa d’arte Goupil & Co, attività che vendeva riproduzioni d’opere d’arte, e che venne presa in mano proprio dallo zio del pittore che aprì una filiale a The Hague. Qui Vincent iniziò ad appassionarsi alle tematiche artistiche, ai musei e alle collezioni d’arte. Dal 1872 si hanno le tracce della prime corrispondenze con il fratello minore Theo, che iniziò a lavorare per la filiale di Goupil a Bruxelles. Vincent, invece, fu trasferito nella filiale Goupil di Londra nel 1873.

VAN GOGH BIOGRAFIA: ARTE E RELIGIONE. Mentre si trovava a Londra, Vincent Van Gogh visitò numerosi musei, come il National Gallery e il British Museum, leggendo tutte le guide museali e le riviste di letteratura e poesia. Nel 1875 fu trasferito nuovamente, questa volta a Parigi, dove si avvicinò molto alla religione e iniziò a perdere interesse nel suo lavoro, tanto che nel 1876 Goupil lo licenziò. Van Gogh tornò così in Inghilterra, dove ebbe alcuni lavori sottopagati come insegnante, ma poi venne convinto dal padre, durante il Natale 1876 trascorso con la famiglia, a non fare ritorno in Inghilterra. Lo zio Cent trovò un altro lavoro a Vincent in una libreria vicino a Rotterdam, ma l’interesse religioso del nipote era ormai talmente forte che i genitori acconsentirono affinché Van Gogh studiasse teologia. Tuttavia, nonostante il supporto della famiglia, Van Gogh non si mostrò molto interessato agli studi per superare l’esame di ammissione e alla fine fu persuaso dallo zio ad abbandonare questo progetto. La sua fede lo spinse però a partire in missione in Belgio, lavorando come predicatore nelle miniere, visitando i malati e i poveri e leggendo loro la Bibbia, tanto da essere soprannominato “Il Cristo delle miniere di carbone”. Fondamentale, in questa fase, fu il fratello Theo, che in una delle sue lettere incoraggiò Vincent a concentrarsi sui disegni e la pittura. Convinto ormai di potere servire Dio come un artista, Van Gogh si trasferì a Bruxelles nell’ottobre 1880, dove iniziò a perfezionare la sua tecnica e a entrare in contatto con altri artisti.

VAN GOGH BIOGRAFIA: I PRIMI PASSI DA ARTISTA. Nella primavera del 1881 si trasferì nuovamente a casa dei genitori, che adesso vivevano in un altro paesino olandese, Etten. Qui Van Gogh si dedicò interamente alla pittura e al disegno, venendo sostenuto economicamente da Theo, diventato manager di Goupil & Cie a Parigi, che credeva nelle potenzialità del fratello, al contrario dei genitori, preoccupati per la scelta del figlio più grande di diventare artista, carriera che spesso era sinonimo di indigenza. Non aiutò il fatto che Vincent si innamorò della cugina, Kee Vos, una vedova per niente interessata a lui, anche se il ragazzo si dimostrò molto insistente nei suoi confronti. Vincent ebbe così un’accesa discussione con il padre e se ne andò da casa dei suoi genitori il giorno di Natale del 1881, per trasferirsi a The Hague. In città, Van Gogh prese lezioni di pittura dall’artista Anton Mauve, da cui Vincent imparò le basi della pittura ad acquerelli e a olio. Uno zio gli commissionò anche il primo lavoro da artista, ossia dodici disegni di panorami cittadini, grazie al quale Van Gogh sviluppò anche la prospettiva. Nel 1882, incontrò Sien Hoornik, sua modella e amante, con cui Vincent andò a vivere insieme. La relazione destò molto scandalo in quanto la donna era in precedenza una prostituta con una figlia di cinque anni e incinta di un altro bambino quando conobbe il pittore. Nonostante l’impegno di Van Gogh nella relazione, i due si lasciarono tempo dopo. Vincent spese alcuni mesi in campagna per disegnare e pitturare la brughiera, prima di trasferirsi di nuovo dai genitori, che adesso vivevano a Nuenen, nel dicembre 1893.

VAN GOGH BIOGRAFIA: DA I MANGIATORI DI PATATE ALLA FRANCIA. A Nuenen, Van Gogh iniziò a dipingere i contadini e gli abitanti della campagna con grande lena. Dopo la morte del padre, nel marzo 1885, il pittore si trasferì nel suo studio dove iniziò a dipingere I Mangiatori di patate. Successivamente, lasciò l’Olanda per sempre, recandosi, dopo un periodo a Antwerp, a Parigi, dove arrivò nel febbraio 1886. Grazie a Theo, sempre manager a Goupil, Van Gogh conobbe i lavori colorati di artisti a lui contemporanei come Claude Monet, oltre a entrare in contatto con Henri de Toulouse-Lautrec ed Emile Bernard presso lo studio artistico di Fernand Cormon. Queste conoscenze influenzarono molto la sua pittura, tanto che passò dai toni cupi de I mangiatori di patate a quadri molto più colorati, come La collina di Montmartre con cava di pietra. A Parigi, Van Gogh sviluppò la sua tecnica pittorica con colori accessi e pennellate corte; cambiarono anche i soggetti: dai poveri e contadini ai bar e i viali, dalla campagna alla Senna e ai fiori. Iniziò anche a dedicarsi ai ritratti (e agli autoritratti visto che pagare modelli era costoso) e divenne collezionista di xilografie giapponesi, che influenzarono la sua arte. Stufo di Parigi, nel 1888 Van Gogh si trasferì in Provenza, nella cittadina di Arles. Entusiasta dei colori e delle luci che Arles offriva, Vincent iniziò a dipingere orchidee in fiore, lavoratori che raccoglievano il raccolto o barche. Il suo stile diventò più espressivo e pensò di aprire uno studio per lavorare insieme a più pittori, entrando così in contatto con Paul Gauguin. I due lavorarono insieme portandoli a un’eccellente collaborazione artistica, sebbene avessero un’idea molto diversa sull’arte. Lo scontro artistico portò i due pittori a discussioni sempre più accese, fino a quando Van Gogh minacciò l’amico con un rasoio. Quella sera, fu però proprio Vincent a tagliarsi un orecchio, per poi avvolgerlo in carta di giornale e consegnarlo a una prostituta nel vicino quartiere a luci rosse. In seguito all’incidente, Van Gogh fu ricoverato in ospedale dove rimase fino al gennaio 1889. Gauguin si trasferì a Parigi. Vincent riprese a dipingere da solo, ma le sue crisi psicologiche continuarono, tanto che decise di farsi ricoverare nuovamente nell’ospedale psichiatrico di Saint-Rémy nel maggio 1889.

VAN GOGH BIOGRAFIA: LA MORTE. Dimesso nel 1890, Vincent si trasferì a Auvers-sur-Oise, dove trovò inizialmente la pace e la tranquillità di cui aveva bisogno. Qui si dedicò interamente alla pittura, riusciva spesso ad andare a trovare il fratello a Parigi, e questo sembrò far migliorare il suo stato di salute. Tuttavia, nel luglio 1890, Theo annunciò di volere abbandonare il suo lavoro da manager per aprire un’attività tutta sua, decisione finanziariamente non priva di rischi, tanto che mandò Vincent nello sconforto in quanto aveva sempre dipeso economicamente dal fratello. Nonostante le rassicurazioni di Theo, la preoccupazione per il futuro fu la causa di nuovi attacchi nervosi per Van Gogh che, il 27 luglio 1890, decise di spararsi nel petto con una pistola nel mezzo ai camp di Auvers. L’artista riuscì comunque a tornare nella sua casa dove morì per la ferita il 29 luglio alla presenza del fratello Theo, corso da lui da Parigi. Van Gogh venne seppellito ad Auvers il 30 luglio 1890, lasciandoci un patrimonio artistico enorme: 850 quadri e circa 1300 disegni.

VAN GOGH: LE OPERE PIÙ FAMOSE. Come abbiamo visto, la produzione di Van Gogh fu ampissima. Oggi le sue opere sono esposte non solo al Van Gogh Museum di Amsterdam, ma anche al National Gallery, al Musée d’Orsay, al Museo dell’Ermitage e in molti altri musei in tutto il mondo. Ecco un elenco delle sue opere più importanti:

  • Natura morta con cavolo e zoccoli (1891)
  • Spiaggia di Scheveningen  (1882)
  • Dune (1882)
  • La spiaggia di Scheveningen prima di una tempesta (1882)
  • Ragazza in un bosco (1882)
  • Donne che portano sacchi di carbone (1882)
  • Raccoglitori di patate (1883)
  • Tessitore al telaio (1884)
  • I mangiatori di patate (1885)
  • I mangiatori di patate (altra versione, 1885)
  • Passaggio al tramonto (1885)
  • Natura morta con Bibbia (1885)
  • Autoritratto di Van Gogh mentre fuma la pipa (1886)
  • Un paio di scarpe (1886)
  • Restaurant de la Sirène ad Asnières (1887)
  • Due girasoli (1887)
  • Giapponeseria: Oiran (1887)
  • Donna al Cafè Le Tambourin (1887)
  • Ritratto di père Tanguy (1887)
  • Veduta di Arles con iris (1888)
  • Il caffè di notte (1888)
  • Seminatore al tramonto (1888)
  • I girasoli (1888)
  • Salici al tramonto (1888)
  • Il postino Joseph Roulin (1888)
  • Notte stellata sul Rodano (1888)
  • Terrazza del caffè la sera, Arles (1888)
  • La casa gialla (1888)
  • La camera di Vincent ad Arles (1888)
  • La sedia di Vincent (1888)
  • La sedia di Gauguin (1888)
  • L’arlesiana (1888)
  • Spettatori nell’arena (1888)
  • Paio di zoccoli (1888)
  • Autoritratto con l’orecchio bendato (1889)
  • Girasoli (1889)
  • Iris (1889)
  • Vaso con iris (1889)
  • Natura morta con tavolo da disegno, pipa, cipolle e cera (1889)
  • Notte stellata (1889)
  • Autoritratto (1889)
  • Campo di grano con cipressi (1889)
  • La chiesa di Auvers (1890)
  • Campo di grano con volo di corvi (1890)