• Domanda n.
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"..A chi voglia conoscere l'umanita' nella sua intima essenza (...) le opere dei grandi, immortali poeti presenteranno un quadro molto piu' fedele e chiaro di quello che possono mai offrirgli gli storici. (...) Nella storia vera e propria agiscono non tanto uomini, quanto popoli ed eserciti, e gli individui che ci compaiono, appariscono a tanta distanza, in si' numerosa compagnia e con si' grande seguito, coperti per giunta da abiti di gala o da pesanti e inflessibili armature, che e' davvero difficile riconoscere attraverso tutto questo l'attivita' umana. Invece, la descrizione fedele della vita dell'individuo ci mostra, in una sfera ristretta, la condotta degli uomini in tutte le sue sfumature e forme, l'eccellenza, la virtu', anzi la santita' di singole persone, la perversita', la miseria morale, la malizia dei piu', la scelleraggine di parecchi. Anzi (...) e' del tutto indifferente se gli oggetti sui quali verte l'azione siano, relativamente considerati, di piccola o di grande importanza, se siano masserie o regni ..."

                                                             da Schopenhauer: "Il mondo come volonta' e rappresentazione"

 

Una sola delle seguenti affermazioni e' rigorosamente dedotta dal testo riportato:

E' solo nei momenti decisivi della storia che si riconosce il carattere degli uomini

E' impossibile riconoscere nel principe o nel condottiero l'uomo e le sue passioni

Esclusivamente nella solitudine gli uomini rivelano il loro animo e manifestano le loro passioni

Lo storico, attento ai grandi eventi, non puo' occuparsi dei motivi dell'agire umano

Le virtu' e i vizi umani si riconoscono meglio nella narrazione biografica che nella indagine storica

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