• Domanda n.
    58/90
  •  

In una certa regione una malattia che indicheremo con la sigla U, mortale se non adeguatamente curata con trattamenti complessi e costosi, colpisce attualmente ogni anno circa 120 nuove persone ogni milione di abitanti. Attualmente un 25 % di questi nuovi ammalati ha cinquant'anni o meno.
Negli ultimi tre quinquenni la percentuale dei nuovi soggetti con piu' di cinquant'anni che ogni anno si ammalano si e' triplicata e si e' raddoppiato il numero dei soggetti che all'inizio della malattia presentano contemporaneamente una o piu' altre condizioni morbose, spesso pericolose per la vita: ad esempio un'insufficienza cardiaca, o lesioni vascolari periferiche gravi, etc.
I mezzi tecnici ai quali e' affidata la terapia della malattia U e che consistono in trattamenti ripetuti
regolarmente alcune volte alla settimana, hanno intanto subita una straordinaria evoluzione che, a prezzo di un costo maggiore, ne ha aumentata l'efficacia, tanto che la durata di ogni trattamento ha potuto essere dimezzata, mentre la conduzione puo' essere affidata agli infermieri o allo stesso paziente.
Nonostante questi progressi, la mortalita' annua dei pazienti trattati e' rimasta costante


Una sola delle deduzioni e' pienamente e rigorosamente giustificata da quanto riportato nel testo:

la riduzione della durata dei trattamenti ha annullato gli effetti positivi della terapia

le attuali terapie hanno risultati non risolutivi, ma positivi, migliori di quelli del passato

i trattamenti attuali non sono eseguiti a regola d'arte

affidare i trattamenti agli infermieri ed ai pazienti e' stato un errore

le attuali tecnologie non consentono alcun miglioramento e vanno quindi modificate

Ti potrebbero interessare anche:

Immagine per Medicina 2003

Medicina 2003

Immagine per Medicina 2010

Medicina 2010

Immagine per Medicina 2007

Medicina 2007

Immagine per Medicina 2000

Medicina 2000