• Domanda n.
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“Alla fine di questo secolo può essere interessante riflettere sul futuro della scienza e
discutere la concezione della natura quale è emersa negli ultimi decenni. La questione è in
realtà un po’ più controversa di quanto si sia soliti immaginare: a parere di alcuni siamo
vicini alla “fine della scienza” , prossimi alla teoria del “tutto”; il mio invece è un punto di
vista opposto. Credo, infatti, che ci troviamo all’inizio di una nuova epoca. La scienza classica
poneva l’accento sulla stabilità, sull’equilibrio; ora, a tutti i livelli di osservazione, ci
imbattiamo in fluttuazioni, biforcazioni, processi evolutivi. L’ideale classico consisteva in una
visione geometrica della natura; ora vediamo che in essa giocano un ruolo essenziale elementi
che possiamo definire “narrativi”. (...)
Tradizionalmente, la probabilità era considerata come una conseguenza della nostra
ignoranza, veniva associata alle limitazioni della nostra mente. Ora possiamo sostenere che la
probabilità è una conseguenza della nostra maniera di descrivere la natura. In prossimità
delle biforcazioni, alcune molecole possono decidere il destino di miliardi di altre molecole. É
per esprimere questo concetto che il termine “auto-organizzazione” è diventato piuttosto
comune.
Si tratta di una nuova prospettiva che non investe soltanto la scienza pura (...)
“In natura, il mantenimento dell’organizzazione non è, e non può essere, conseguito
attraverso una gestione centralizzata: l’ordine è mantenuto solo attraverso l’autoorganizzazione.
I sistemi auto-organizzati prevedono l’adattamento all’ambiente dominante,
cioè reagiscono alle modifiche dell’ambiente con una risposta termodinamica che rende i
sistemi estremamente flessibili e resistenti alle perturbazioni indotte dall’esterno. Dovrà
essere sviluppata una tecnologia completamente nuova per sfruttare, nell’ambito dei processi
tecnici, l’alta capacità di guida e regolazione dei sistemi auto-organizzati. La superiorità dei
sistemi auto-organizzati è illustrata dai sistemi biologici, capaci di creare prodotti complessi
con un’accuratezza, un’efficienza e una velocità ineguagliabili”

 da Ilya Prigogine, Nell’universo delle probabilità un solo punto fermo: l’incertezza, in“Telèma”,14, 1998

UNA delle seguenti affermazioni NON consegue alle informazioni riportate nell’articolo di
Ilya Prigogine:

la scienza classica con la sua pretesa di dimostrare con precisione geometrica la meccanica dei
fenomeni non ha più nulla da dirci

l’adattamento all’ambiente dominante nei sistemi auto-organizzati è particolarmente pronta e
efficace

il ricorso alla categoria di probabilità non è dovuto ad una insufficienza provvisoria dei nostri
mezzi di informazione

l’osservazione della natura rivela oggi allo scienziato processi evolutivi che non possono
essere tradotti in leggi universali e necessarie

flessibilità e resistenza, accuratezza e velocità produttive sono caratteristiche che coesistono nei sistemi auto-organizzati

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