• Domanda n.
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“Le indagini degli psicologi e dei sociologi ci hanno mostrato le forze immense che ci troviamo a dover addomesticare (...) non bisogna dimenticare la natura emozionale, intuitiva, irriflessiva di una comunicazione per l’immagine.”
- “una educazione attraverso le immagini è stata tipica di ogni società assolutistica o paternalistica; dall’antico Egitto al Medioevo (...) l’immagine finale è stata costruita per la massa soggetta” - tuttavia “non si può rifiutare la ricchezza di impressioni e di scoperte che in tutta la storia della civiltà i discorsi per immagini hanno dato agli uomini.”
                                                    da Umberto Eco, Apocalittici e integrati, Tascabili Bompiani, Milano.


Delle seguenti riflessioni suggerite dai giudizi espressi da Umberto Eco nel suo scritto intitolato “Appunti sulla televisione”, UNA É IN CONTRASTO con le tesi sostenute dal filosofo:

c’è nella comunicazione per immagini qualche cosa di tendenzialmente limitativo e reazionario

la TV è un potente mezzo di comunicazione in cui si assommano varie possibilità di diffusione culturale

la comunicazione per immagini ha un innegabile potere suggestivo, ma opporle un rifiuto può privare la società di uno strumento che l’ha arricchita e che - è lecito supporlo - potrà ancora arricchirla

come è avvenuto nel passato per gli affreschi nelle chiese e le illustrazioni edificanti, anche la comunicazione per immagini dei media odierni acquisterà di per sé, per necessità propria, spessore e valore culturale

la comunicazione per immagini appare qualcosa come l’energia nucleare: come l’energia nucleare, può essere finalizzata positivamente o negativamente sulla base di chiare decisioni culturali e morali

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