• Domanda n.
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“Sulla memorizzazione di immagini “visive” venne fatto da A. de Groot un esperimento relativo al
gioco degli scacchi. Egli dispose i pezzi secondo posizioni prese da partite effettivamente giocate e
mostrò la scacchiera ai soggetti per cinque secondi; poi tolse i pezzi e chiese ai soggetti di ricostruire
le posizioni. I maestri e i grandi maestri furono capaci di ricostruire le posizioni (con circa 20-24 pezzi
sulla scacchiera) quasi senza errori, mentre i principianti riuscirono a mala pena a sistemare in modo
corretto qualche pezzo e i giocatori di medio calibro si collocarono a metà tra i campioni e i
principianti. Ma il fatto notevole fu che quando si mostrarono ai maestri e ai grandi maestri altre
scacchiere con lo stesso numero di pezzi disposti a caso, la loro capacità di ricostruire le posizioni non
si rivelò maggiore di quella dimostrata dai principianti di fronte alle partite vere; i principianti, invece,
si dimostrarono mediocri come lo erano stati precedentemente.”
                                             da Herbert A. Simon, Le scienze dell’artificiale, Il Mulino, Bologna, 1988


L’esperimento condotto avalla UNA SOLA delle seguenti ipotesi:

i campioni di scacchi hanno doti speciali per memorizzare le immagini visive

i fenomeni di visualizzazione dipendono essenzialmente dalla struttura neurologica individuale

oltre ad una eccezionale capacità di memorizzazione, i maestri degli scacchi possiedono una
particolare capacità di concentrazione

l’informazione sulla scacchiera è meglio memorizzabile per i maestri perché registrata sotto
forma di relazioni sensate e conosciute tra i pezzi

se non un maestro, un grande maestro può sicuramente registrare fino a 24 pezzi di
informazione in cinque secondi

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