• Domanda n.
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"Chiunque scriva di storia è necessariamente obbligato a scegliere solo una piccola quantità delle testimonianze disponibili, e se questo viene fatto con onestà, si tratta di una prassi tanto ineccepibile quanto inevitabile. La necessità di semplificare ci ricorda tuttavia che la falsificazione si ottiene più facilmente attraverso le omissioni anziché per esplicite affermazioni. L'interpretazione del passato implicherà sempre una semplificazione, talvolta anche un eccesso di semplificazione (e di conseguenza la distorsione), ma esiste comunque una garanzia nel fatto che in seguito altri storici potrebbero criticare qualunque interpretazione non tenga conto di testimonianze pertinenti in grado di offrire una differente versione dei fatti?".
                                                                  Denis Mack Smith, La storia manipolata, Laterza, 2000


UNA SOLA delle seguenti considerazioni È in sintonia con quanto osserva Smith nel testo riportato:

la distorsione degli eventi viene comunque sempre corretta da storici successivi, in possesso di altre testimonianze

pronunciare giudizi semplificatori può essere meno disonesto che passar sotto silenzio e omettere testimonianze

lo storico ha il dovere di essere obiettivo nei giudizi e di non tralasciare nessun documento sull'argomento di cui si occupa

operare delle semplificazioni nella ricostruzione degli eventi è per uno storico un arbitrio inammissibile e un atteggiamento disonesto

la prassi di attenersi ad una parte soltanto della documentazione disponibile è sempre disonesta e va contrastata in ogni modo

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