• Domanda n.
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«A uno principe adunque non è necessario avere in fatto tutte le [...] qualità, ma è bene necessario parere di averle. Anzi ardirò di dire questo, che avendole e osservandole sempre, sono dannose, e parendo di averle sono utili; come parere pietoso, fedele, umano, intero [onesto], religioso, ed essere; ma stare in modo edificato con l’animo che, bisognando non essere, tu possa e sappi mutare el contrario. [...] Uno principe [...] non può osservare tutte quelle cose per le quali gli uomini sono tenuti buoni, sendo spesso necessitato, per mantenere lo stato, operare contro alla fede, contro alla carità [...].
E però bisogna che egli abbi uno animo disposto a [...] non partirsi dal bene potendo, ma sapere intrare nel male, necessitato.»
                                                                            (Da Niccolò Machiavelli, il Principe, 1513, cap. XVIII, 6° c.v)

UNA delle seguenti note di parafrasi distorce il pensiero che il Segretario fiorentino ha inteso esprimere nel brano riportato. La si individui.

Essere effettivamente pietoso, fedele ecc. potrebbe impedire al Principe di adottare, all’occorrenza, il comportamento opposto che la situazione imponesse

Al Principe si conviene, piuttosto che esserlo realmente, apparire pietoso, fedele, umano, onesto e religioso

È bene che il Principe, nell’esercizio del potere, adotti sistematicamente una linea di deliberata trasgressione delle norme etiche e dei precetti della religione

In ogni circostanza in cui gli fosse possibile, il Principe non dovrebbe allontanarsi dal bene ma, ove costretto, dovrebbe anche saper intraprendere il male

Un principe non può assoggettarsi alle norme di comportamento che, se osservate dall’uomo comune, inducono a giudicarlo buono

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