• Domanda n.
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In una poesia novecentesca, la vita del prigioniero si riduce a vedere e sentire questo: “il zigzag degli storni sui battifredi / nei giorni di battaglia, mie sole ali, / un filo d’aria polare, / l’occhio del capoguardia dallo spioncino, / crac di noci schiacciate”.
Se ne ricava una sola informazione, tra quelle sotto riportate:

non c’è movimento in cielo

il prigioniero non può sottrarsi al controllo

la temperatura è mite

ci sono le condizioni per evadere

il silenzio è totale

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