• Domanda n.
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Scrive l’antropologa Michèle Petit: “Se l’esperienza della lettura continua ad avere un senso per tante donne e, in numero minore, tanti uomini (…) è a mio parere prima di tutto perché per loro leggere costituisce un ambito privilegiato in cui elaborare un universo interiore e quindi, di riflesso, per relazionarsi con l’universo esteriore”.
                                                                                                                                  (La Repubblica, 3-5-2010)
Dal brano proposto si ricava una sola delle seguenti affermazioni:

la lettura non sollecita il contatto con il mondo esterno al soggetto

la lettura fa riflettere su sé stessi e sul mondo

la lettura gratifica particolarmente i sognatori e le persone sensibili

la lettura si esaurisce in una gratificazione egoistica

la lettura quanto più è varia tanto più promuove la creatività

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