La nostra era è stata definita da molti come “l’era della comunicazione multimediale”. E non a caso: negli ultimi tempi la tecnologia ha fatto passi da gigante, creando così una fittissima rete di scambi tra i cittadini di qualsiasi parte del globo; tutto questo ha portato allo sviluppo di un nuovo tipo di linguaggio, che ha avuto anche delle ripercussioni lessicali su ciascun “cittadino del mondo”: la lingua trasmessa. Oltre ai linguaggi tradizionali che sono nati e si sono sviluppati di pari passo (o quasi) con l’uomo, ovvero la lingua parlata e quella scritta, il progresso ha fatto sì che questi tipi di linguaggio subissero un processo di “sintetizzazione dei concetti”, che sta all’origine della lingua trasmessa. Perché la lingua trasmessa è questo: è un tipo di linguaggio nato per esprimere chiaramente concetti fondamentali in poche frasi. È la lingua sfruttata dai mass-media, ovvero i mezzi di comunicazione di massa, ed è un linguaggio essenziale. Tutto nasce da chi ne fa uso: per esempio, il tempo per un annuncio televisivo è limitato, lo speaker non ha il tempo di dilungarsi, ma si deve limitare ad esprimere i concetti chiave. Con l’avvento della telefonia mobile, poi, la lingua trasmessa ha avuto e sta avendo ancora la propria apoteosi, poiché viene sfruttata quasi esageratamente attraverso gli sms. Gli sms inducono a ridurre drasticamente i propri concetti, ricorrendo a segni e abbreviazioni che costituiscono un tipo di linguaggio di difficile comprensione per chi non ha dimestichezza con essa. Questo causa un impoverimento delle funzioni lessicali, poiché induce in un certo senso anche a pensare in modo sistematico. È il più grave problema lessicale della nostra generazione. Infatti coloro che appartengono alla generazione precedente alla nostra non hanno di questi problemi, probabilmente perché non sfruttano morbosamente  il cellulare come invece facciamo noi giovani. Un rimedio potrebbe essere quello di far eseguire diverse produzioni letterarie a chi soffre di carenza lessicali, ponendo un limite minimo di contenuti e punendo chi non lo fa. Il problema delle carenze lessicali è un problema serio, specie per chi un giorno vorrà intraprendere una carriera nel mondo letterario, come quella giornalistica, e spero che un giorno persone più competenti e qualificate trovino un rimedio al problema.