Superhero Big DC Comics

Da sempre, il fumetto si è fatto veicolo di molti aspetti del vivere quotidiano e la politica, così come tanti altri aspetti della società moderna, ha spesso fatto capolino nelle storie dei nostri eroi preferiti…

Prendiamo, ad esempio, un grande classico degli anni ottanta come David Lloyd: la serie parla di un anarchico (V, appunto) in lotta contro un governo dispotico e corrotto che, stando a quanto Moore ha lasciato intendere, poteva essere paragonato alla situazione politica inglese degli anni ottanta. Il fumetto, quindi, può e deve trattare di queste cose e gli eroi, dal canto loro, spesso rappresentano appieno alcune dottrine facilmente riconducibili a questa o quella fazione politica. Sia ben chiaro: lungi da noi criticare, in qualsiasi modo, il pensiero politico di nessuno (è una cosa strettamente personale e, soprattutto, non è una cosa di cui si deve parlare su Comicsblog), quindi cercate di prendere questo post “con le pinze”. Diciamo, piuttosto, che la nostra è un’analisi molto “pittoresca” su alcuni comportamenti dei nostri eroi preferiti che, come detto, posso ricondurci a una specifica fazione politica o ideale.

Per questo, nello stilare la classifica, abbiamo pensato di assegnare ad ogni supereroe l’allineamento politico che meglio lo rappresenta e, all’eroe che si sarà dimostrato più “fedele” al suo ideale, consegneremo l’onorificenza (se così vogliamo chiamarla) del “supereroe più politicizzato”! E chi sarà il vincitore secondo voi? Ovviamente troverete le risposte subito dopo il salto!

5 – Ironman/Tony Stark (Marvel) – Capitalista “dal cuore d’oro”

Ironman thor

Adoro questa bellissima cover di Iron Man perché, qui, si vede esattamente cosa è in realtà Tony Stark: un semplice, seppur intelligentissimo, uomo. E, come uomo, tutto si può dire di Tony Stark tranne che non sia un personaggio che rappresenta, appieno, tutti quei “vizi” attribuibili al capitalismo: donnaiolo, gran bevitore, arrogante e pieno di se, Stark è disprezzato/apprezzato proprio a causa dei suoi ideali. Ideali, questi, che spesso vengono confusi sia dall’opinione pubblica che dagli stessi supereroi perché, se si legge bene tra le sfumature del suo carattere, Stark ha davvero un gran cuore: perché un miliardario dovrebbe investire tutto il suo denaro per aiutare la comunità supereroistica? Solo per trarne un ritorno d’immagine? Non credo proprio…come non credo che Ironman sia “il capriccio” di Stark!

4 – Green Arrow/Oliver Queen (DC Comics) – Il Robin Hood del fumetto

Green Arrow DC Comics

“Ruba ai ricchi per dare ai poveri”: questo è, come tutti sapete, il motto di Robin Hood, famoso eroe della tradizione inglese. Ed è, a grandi linee, quello che la DC Comics ha infuso in Oliver Queen che, quando veste i panni del suo alter-ego Green Arrow, assomiglia molto al leggendario arciere di Nottingham! Generoso, sempre attento ai cambiamenti della società e grande amante della giustizia, il miliardario Oliver Queen ha dato tutto se stesso affinché la Justice League diventasse, con il tempo, molto più che un semplice supergruppo di eroi. Ed è negli agitatissimi anni settanta che Queen, in coppia con Green Lantern, ha provato a far capire al supergruppo che i cambiamenti della società devono riguardare anche i supereroi che, oltre a proteggerla, in essa ci vivono. Spesso non è stato capito, ma la carica riformista di Queen lo ha reso uno dei “left-winged superhero” più chiacchierati (e discussi) d’America…

3 – Magneto (Marvel) – Un “complicato” attivista dei diritti umani

Magneto Big

Se non si fosse messo in testa di sterminare il genere umano, Magneto sarebbe potuto diventare uno dei migliori attivisti dei diritti umani! Perché, infondo, quel che Magneto voleva fare (sbagliando) era solo far riconoscere all’umanità l’esistenza dei mutanti…l’errore, però, è stato “imporre” queste sue idee con metodi quasi da tiranno. Un atteggiamento, questo, che molti reputano “da razzista” ma che, alla fin fine, è solo il frutto della paura che Magneto nutre nei confronti dell’umanità che, a suo dire, non accetterebbe mai i mutanti. Certo, spesso Magneto ha avuto ragione (gli umani non si sono mai dimostrati molto amichevoli con gli X-Men), ma pensare di voler far prevalere i mutanti sull’umanità non aiuterà certo la pacificazione tra le due “razze”! Meno male che, dopo gli eventi di House of M/Decimation, Magneto ha capito che proteggere gli umani è l’unico metodo valido affinché questi possano riconoscerli…

2 – Superman/Clark Kent/Kal-El (DC Comics) – Il boy-scout americano

Superman DC Comics Big

Se per un immigrato è spesso difficile riuscire ad integrarsi appieno in una società, chissà come dev’essere complicato per un alieno integrarsi…con il mondo intero! Ma Clark Kent/Kal-El/Superman è riuscito nella difficile impresa di farsi amare dalla società americana che, in lui, vede rappresentati tutti i fortissimi ideali in cui gli abitanti degli States credono. Sempre ligio al dovere (anche se, dopo il reboot, il “nostro” Clark Kent ha subito parecchie modificazioni), Superman è riuscito a integrarsi perfettamente negli ideali americani diventando, per i statunitensi, un’icona paragonabile all’aquila di mare dalla testa bianca, simbolo universalmente riconosciuto degli Stati Uniti d’America. Un “conservatore”, quindi, ma sempre fedele alla libertà degli uomini da cui, con grandi sforzi, Superman si è fatto “accettare”…

1 – Capitan America/Steve Rogers (Marvel) – La bandiera americana “vivente”

Capitan America Big

Chi meglio rappresenta gli ideali americani se non Capitan America? Il titolo di “bandiera americana vivente” è l’identificativo perfetto per Steve Rogers che, per la sua nazione, farebbe davvero qualsiasi cosa. Sia ben chiaro: Rogers non è un nazionalista/conformista, anzi…è la voce di ogni singolo americano, di qualsiasi colore o credo politico, di qualsiasi etnia o costume egli sia! E, mentre Superman è diventato il “boy-scout americano” facendosi accettare come alieno perfettamente integrato nella società, Capitan America è proprio la società americana, in tutte le sue sfaccettature…belle o brutte che siano. Nemico di qualsiasi regime dittatoriale, Capitan America è in assoluto il supereroe più “politicizzato” del fumetto americano anche se, per fortuna, nulla di male si può dire su Steve Rogers e sul suo operato che, seppur a volte “opinabile”, rimane comunque improntato su un solo ideale: aiutare il prossimo, sempre e comunque!