Venuto a mancare il 4 luglio 2014, la morte di Giorgio Faletti – che dopo una lunga battaglia contro la malattia si è spento all’età di 63 anni – ha lasciato a bocca amara molti suoi fan. Laureato in giurisprudenza, celebre comico della fortunata trasmissione “Drive In”, artista musicale che si presentò a Sanremo con “Signor Tenente“, Faletti ha stupito la critica letteraria con la pubblicazione del suo primo thriller, “Io uccido“, che ha venduto più di quattro milioni di copie.

Da quel momento, le parole di Faletti hanno iniziato a fare il giro d’Italia. La trasparenza con cui esprimeva i suoi pensieri e le frasi che hanno reso unici i suoi testi hanno fatto del suo lavoro letterario un vero e proprio must in tutto il mondo: i suoi libri, infatti, sono stati tradotti in 25 lingue diverse e pubblicati con un successo sempre più eclatante.

Frasi celebri di Giorgio Faletti

Tra le diverse frasi che fin dalla sua morte hanno inondato i social network per celebrare il grande Giorgio Faletti, riportiamo sotto quelle che più simboleggiano la sua indole e meglio ricordano il grande successo dei suoi romanzi.

  • “L’uomo è uno e nessuno. Porta da anni la sua faccia appiccicata alla testa e la sua ombra cucita ai piedi e ancora non è riuscito a capire quale delle due pesa di più. Qualche volta prova l’impulso irrefrenabile di staccarle e appenderle a un chiodo e restare lì, seduto a terra, come un burattino al quale una mano pietosa ha tagliato i fili” [Io Uccido].
  • “Uomini hanno vissuto per pensare e altri non hanno potuto farlo per essere stati costretti alla sola incombenza di sopravvivere” [Io sono Dio].
  • “Dopo un po’, si prova solo a dimenticare” [Io Uccido].
  • “Per ogni uomo c’è un area della vita compresa nel perimetro sacrosanto dei cazzi suoi. La cosa più difficile è capire, per ognuno, quanto è estesa quest’area” [Appunti di un venditore di donne].
  • “Si dicono parole che lasciano dietro conseguenze e significati. Si fanno gesti che possono ferire, per volontà espressa o per leggerezza. O per il semplice timore di essere feriti” [Niente di vero tranne gli occhi].
  • “Dove sono le notti passate con così tante stelle e così tanta luna accese contemporaneamente in un cielo senza luna e senza stelle? Dimmi dove e quando ho iniziato a perderti dove e quando hai iniziato a perdermi dove e quando se non in questo letto di spine in una casa che non so e che non oso ascoltare mentre respira col mio respiro dove e quando potro dormire di nuovo senza incontrarti ancora e ancora e ancora. Dove e quando potrò smettere di ucciderti per ricominciare a vivere?” [Pochi inutili nascondigli].
  • “Non sono uno sciocco da pensare che tutto potrà essere come prima, né di cercare di farlo credere a te. Ma se mi concedi una considerazione per niente originale, affidati al tempo e alle persone che ti vogliono bene. Non serve a cambiare le cose, ma aiuta a sopportarle. Se ti servo, sai che io sono qui” [Niente di vero tranne gli occhi].

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