Balilla Perasso

Il fumetto italiano nei primi decenni del ‘900 viene raccontato a Predappio, in un percorso per immagini esposto alla Casa Natale Mussolini dal 12 luglio al 12 ottobre 2008.

Seppur selettiva, visto l’ampio lasso di tempo coperto, la mostra si presenta come la più importante del genere fino ad oggi mai realizzata in Italia su questo tema. Questa iniziativa s’inserisce nel percorso inaugurato dall’Amministrazione Comunale di Predappio nel 1999 con la riapertura della casa natale di Benito Mussolini e la sua destinazione a manifestazioni culturali, incentrate sulla riflessione e l’approfondimento della storia d’Italia nella prima metà del XX secolo.

Realizzata con il contributo del Comune di Predappio, l’esposizione è a cura dalla Fondazione Franco Fossati di Milano e di Box Studio di Forlì, con la collaborazione dell’as­sociazione Francesco Rum di Genova.

Il progetto espositivo ha come tema portante la storia del fumetto italiano nell prima metà del ‘900, con particolare attenzione al fine propagandistico che il regime fascista fece di questo mezzo. La storia del Ventennio viene così riletta attraverso le gesta di piccoli eroi e antieroi di carta, diventati in molti casi agili strumenti nelle mani di un potere smanioso di suggerire modelli di comportamento.

Il fumetto in epoca fascista
L’importanza data al fumetto dal regime fascista si dimostra appieno già nel febbraio 1923, a poche settimane dalla marcia su Roma, quando nelle edicole di tutta Italia fa la sua comparsa “Il Balilla”. I ragazzi italiani si ritrovarono allora tra le mani un nuovo albo illustrato, volutamente propagandistico, in diretta concorrenza con il “Corriere dei Piccoli” al quale si ispirava anche nella impostazione e nella grafica. Lo scopo dichiarato era quello di far nascere nuovi eroi italiani contrapposti a quelli d’importazione, nuovi modelli di italianità da imitare.
Il prolificare dell’editoria per ragazzi, incentivato in quegli anni dalla fiorente attività di editori come Nerbini e Mondadori, su tutti, favorì il diffondersi di pubblicazioni di vario genere, che ammiccavano ai contenuti indicati dal regime.
L’autarchia e la successiva entrata in guerra dell’Italia provocarono poi un ulteriore cambiamento, tutti i fumetti d’importazione scomparvero: a sopravvivere in un primo momento fu solo Topolino (pare fosse particolarmente gradito al Duce e ai suoi figli), e l’ostracismo verso tutto ciò che poteva dirsi straniero coinvolse anche gli eroi di carta. A sostituire fumetti del calibro di Flash Gordon, Mandrake e Phantom furono allora tavole dal sapore propagandistico apparse sulla stampa periodica per ragazzi. Tra le più celebri quelle di Dick Fulmine, disegnato con i tratti di Primo Carnera, immagine d’eroe italico sfruttata anche durante la guerra, quando gli vennero fatti indossare i panni del soldato invincibile. L’esaltazione dell’italianità passata anche attraverso le storie di Lucio l’Avan­guardista, nato dalla curiosa fantasia di redattori nostrani che, manipolando una striscia anglosassone, ritoccarono le tavole originali mettendo camicie nere posticce ai personaggi, cercando anche di “romanizzare” le strade di Londra.

A partire dagli anni ’40, a fianco di giovani balilla ed eroi della guerra abissina, nacquero anche strisce che ritraevano grottesche controfigure a fumetti dei nemici in guerra: da Trottapiano Rusveltaccio, presidente americano, a Stalino, sanguinario capo sovietico.

Il progetto espositivo
La Mostra è articolata come un percorso attraverso fumetti e documenti d’epoca suddiviso in diverse sezioni tematiche, disposte nei vari ambienti.
Si parte dalla situazione del fumetto in Italia dai primi anni del ‘900 fino agli anni ’20 con “Il Corriere dei Piccoli” e le altre pubblicazioni del periodo, passando poi all’analisi di come cambia il panorama dell’editoria per ragazzi dopo la marcia su Roma: la nascita del “Balilla” e de “La piccola italiana”.
Nelle sezioni seguenti si potranno vedere esempi del fumetto “autarchico” con gli eroi del fumetto italico: Dick Fulmine, Lucio L’Avanguardista e gli altri.
Il percorso espositivo, si conclude con alcune pubblicazioni uscite negli anni del conflitto e, poi, dell’immediato dopoguerra, strisce in cui traspare già il nuovo clima del paese.

Orari
luglio, agosto: dal martedì alla domenica 10.30 – 12.30 / 15.00 – 18.30 (chiuso al lunedì)
settembre, ottobre: sabato, domenica e festivi 10.30 – 12.30 / 14.30 – 18.00

Biglietti
Intero Euro 3,00
Ridotto Euro 2,00
Visite guidate a richiesta, su prenotazione

Per informazioni
segreteria organizzativa: Box Studio – Tel. 0543 815310
info@casamussolini.it – www.casamussolini.it

URP Comune di Predappio : Tel. 0543-921711
urp@comune.predappio.fo.it – www.comune.predappio.fo.it

* il disegno allegato è di Attilio Mussino ed è tratto da un fumetto pubblicato sul “Corriere dei Piccoli” del 2 dicembre 1934