The book cover archive, ovvero: tutte le copertine del mondo

Proprio tutte no, ma questo progetto, nato per archiviare tutte le copertine del mondo, è destinato ad allargarsi. Il “libri. E c’è da divertirsi, ve l’assicuro.

Innanzitutto si può riconsocere una tendenza della grafica del mondo anglosassone: sicuramente oltremanica (e oltreoceano, aggiungerei) giocano più con le font di quanto non facciamo noi. Spesso i caratteri sono disegnati, unici, diversamente da quelli, piuttosto standard, a cui ci ha abituato l’editoria italiana. Provate a dare un’occhiata a quelli di Safran Foer, e in particolare alla copertina, splendida, di “Ogni cosa è illuminata” (la potete vedere qui), o a quella della “Strada” di Cormac McCarthy (qui), ugualmente bella, se non fosse per lo strillo del “Times” stampato a caratteri cubitali in copertina…

Avete notato quanti occhi e quanti volti femminili sono comparsi sulle copertine italiane da quando è uscito “La solitudine dei numeri primi”? Altrove, nel mondo, si ha l’impressione che ci sia più varietà, anche se a volte con risultati non proprio eccellenti. Chi è abituato alle belle copertine blu dei Sellerio provi a dare un’occhiata qui alla copertina spagnola dei “Detective selvaggi” di Roberto Bolaño…

E poi ci sono le copertine poppeggianti di Bukowski (eccone un bell’esempio), o quella del “Giovane Holden”, senza immagini come quella che consociamo meglio (eccola) E gli scrittori italiani? Pochi, e con qualche sorpresa.

Provate a guardare qui la copertina Penguin di questo libro di Primo Levi. 100 punti a chi indovina il titolo (facile) del libro.