Lavorare in Belgio nel 2020: cosa bisogna sapere prima di pensare di trasferirsi a vivere lì? Se l’idea di cambiare vita vi alletta, il Belgio è noto per l’ottima qualità della vita. Sappiate, però, che tra i contro c’è il clima (spesso e volentieri le giornate iniziano e si concludono con un cielo grigio). Le lingue ufficiali, qui, sono il francese, il tedesco e l’olandese, per cui per poter lavorare in Belgio gli stranieri dovrebbero conoscerne almeno una.

Lavorare in Belgio, documenti

Facendo parte della Comunità Europea, gli italiani che vogliono vivere e lavorare in Belgio non hanno bisogno di particolari visti o permessi. E’ necessario, tuttavia, richiedere entro 10 giorni dall’arrivo un documento che attesti la propria permanenza nel Paese, utile per poter usufruire di alcuni servizi. Per permanenze superiori ai 90 giorni, inoltre, bisogna effettuare una registrazione. Fatto questo, bisogna iscriversi al centro per l’impiego (se ti trovi nelle Fiandre lo troverai sotto il nome di VDAB, a Bruxelles si chiama invece Actiris mentre in Vallonia è Le Forem).

Lavori più richiesti in Belgio

I settori nei quali, in Belgio, si registra una maggiore richiesta di lavoro sono quello edilizio – nell’ambito del quale si ricercando architetti ed artigiani quali falegnami o elettristici – quello ingegneristico, il settore informatico, sanitario – nel quale c’è richiesta di infermieri e Oss – quelli informatico e finanziario. Non dimentichiamo come a Bruxelles vi sia la sede della NATO. Se aspiri a lavorarci, oltre che alle necessarie competenze sarà indispensabile conoscere l’inglese. Difatti, non per tutte le professioni in Belgio è indispensabile conoscere le lingue ufficiali: presso alcune aziende e società, il Porto di Anversa è un esempio – si può trovare lavoro semplicemente parlando bene l’inglese. Lo stipendio in Belgio, perlomeno quello medio, si aggira sui 2.500 Euro. C’è da considerare, tuttavia, l’elevato costo della vita che caratterizza il Paese.

Leggi anche: