Lavori socialmente utili: cosa sapere sulla normativa e i reati che li prevedono

I lavori socialmente utili possono essere promossi da Pubblica Amministrazione, Enti Pubblici economici, società a prevalente partecipazione pubblica, cooperative sociali e sono rivolti alle seguenti categorie di soggetti:

  1. lavoratori in cerca di prima occupazione;
  2. disoccupati iscritti da più di due anni nelle liste di collocamento;
  3. iscritti nelle liste di mobilità che non percepiscono l’indennità;
  4. iscritti nelle liste di mobilità percettori dell’indennità o di altro trattamento speciale di disoccupazione;
  5. lavoratori in cassa integrazione guadagni straordinaria;
  6. gruppi di lavoratori in esubero individuati da specifici accordi;
  7. lavoratori individuati dalle Commissioni Regionali per l’impiego;
  8. detenuti ammessi al lavoro esterno.

Noi oggi ci occupiamo proprio di quest’ultima categoria, i detenuti ammessi al lavoro esterno, andiamo a scoprire qual è la normativa e i reati che li prevedono.

Lavori socialmente utili: la normativa

I lavori socialmente utili per i DETENUTI, cioè per chi è in carcere, è disciplinato dall’art.20-ter dell’Ordinamento Penitenziario così come modificato dal d.lgs. 2 ottobre 2018 n.124 che, tra l’altro, prevede:

  • I detenuti e gli internati possono chiedere di essere ammessi a prestare la propria attività a titolo volontario e gratuito nell’ambito di progetti di pubblica utilità, tenendo conto anche delle specifiche professionalità e attitudini lavorative.
  • La partecipazione ai progetti può consistere in attività da svolgersi a favore di amministrazioni dello Stato, regioni, province, comuni, comunità montane, unioni di comuni, aziende sanitarie locali, enti o organizzazioni, anche internazionali, di assistenza sociale, sanitaria e di volontariato, sulla base di apposite convenzioni stipulate ai sensi dell’articolo 47, comma 1, del decreto del Presidente della Repubblica 30 giugno 2000, n. 230.
  • Le attività relative ai progetti possono svolgersi anche all’interno degli istituti penitenziari e non possono in alcun caso avere ad oggetto la gestione o l’esecuzione dei servizi d’istituto.
  • Le attività possono essere organizzate dall’amministrazione penitenziaria anche affidando la direzione tecnica a persone estranee all’amministrazione.

Lavori socialmente utili: i reati che li prevedono

Lo spettro di applicazione della sanzione è stato allargato a numerose e diverse fattispecie penali, che hanno configurato il lavoro di pubblica utilità come una modalità di riparazione del danno collegata all’esecuzione di diverse sanzioni e misure penali, che vengono eseguite nella comunità. Attualmente trova applicazione anche:

  • nei casi di violazione del Codice della strada, previsti all’art. 186 comma 9-bis e art. 187 comma 8-bis del d.lgs.285/1992;
  • nei casi di violazione della legge sugli stupefacenti, ai sensi dell’art. 73 comma 5 bis del D.P.R. 9 ottobre 1990 n. 309;
  • come obbligo dell’imputato in stato di sospensione del processo e messa alla prova, ai sensi dell’art. 168-bis del codice penale, introdotto dalla legge 28 aprile 2014 n, 67
  • congiuntamente alla pena dell’arresto o della reclusione domiciliare, ai sensi  dell’art. 1 comma 1 lett. i) della legge 28 aprile 2014 n, 67
  • come obbligo del condannato ammesso alla sospensione condizionale della pena, ai sensi dell’art. 165 codice penale e art. 18-bis delle Disposizioni di coordinamento e transitorie del codice penale.

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