Mediatore culturale: quello che dovete sapere

Oggi vi presentiamo una figura professionale di cui, forse, si sa poco, ma che è molto importante e, per certi versi, molto interessante. Ciò di cui andremo a parlare è il mediatore culturale, andando nello specifico vedremo cosa fa, la formazione e lo stipendio. Analizzando la parola, mediatore culturale, possiamo già farci un’idea di quello di cui si occupa, il suo lavoro ha a che fare con la cultura in generale e i rapporti con le altre in quanto deve mediare, deve interporsi tra le due o più culture. Andiamo nello specifico e scopriamo tutto sul mediatore culturale.

Mediatore culturale: cosa fa

Come vi abbiamo già accennato analizzando mediatore culturale, si tratta sicuramente di una figura professionale che si occupa di cultura e culture, in quanto interviene nei rapporti tra esse. Se ci pensiamo si tratta di un mestiere che oggi ha un grande peso considerando gli elevati numeri di sbarchi di immigrati che sono arrivati in Italia e che continueranno ad arrivare. Quindi cosa fa? Fa incontrare persone di civiltà diverse in un tempo preciso. Chi arriva da un altro paese ha bisogno, per motivazioni personali o professionali, di essere aiutato e indirizzato nello svolgimento di tutti gli oneri amministrativi e burocratici necessari per regolarizzare la propria posizione all’interno di un territorio straniero.

Mediatore culturale: formazione

Il percorso di formazione prevede:

  1. iscrizione ad un corso di laurea triennale in Mediazione Culturale, Lingue e letterature straniere, Mediazione linguistica e/o interpretariato;
  2. specializzazione con corsi di formazione ad hoc indirizzati a chi si occupa di mediazione culturale o a chi vuole diventarlo;
  3. approfondimento, aggiornamento e perfezionamento di tutte le proprie conoscenze anche dopo la laurea;
  4. k’acquisizione di più lingue straniere oltre la propria e non focalizzarsi solo sull’inglese.

Mediatore culturale: stipendio

Anche se lo stipendio è uno degli argomenti che più interessano, stabilire quello fisso è un’impresa difficile. Non esiste un contratto collettivo nazionale, i mediatori lavorano a chiamata o con contratti di collaborazione. Ciò comporta un compenso a prestazione resa invece che uno stipendio fisso mensile; in questo caso la retribuzione sarà rapportata alle ore di lavoro svolte giornalmente dalle 15 alle 30 ore al giorno.