Come sappiamo la carta del docente, per legge, non è destinata a tutti. Se è un diritto degli insegnanti assunti in ruolo a tempo indeterminato nelle scuole statali, di quelli che si trovano nel periodo di formazione e di prova per l’insegnamento, di quelli che sono dichiarati inidonei all’insegnamento per motivi di salute (così come da decreto legislativo 297/1994), di coloro che si trovano in posizione di distacco o di comando, sono fuori ruolo, assunti presso scuole all’estero o presso le scuole militari, non spetta invece ai supplenti. Questo fino a quando un tribunale non ha deciso diversamente.

Carta del docente anche ai supplenti?

I supplenti precari e gli insegnanti assunti dalle graduatorie provinciali ingaggiati con contratto a tempo determinato non hanno quindi diritto a ricevere la somma di 500 euro prevista dalla carta docente. Ma c’è almeno una eccezione. Il tribunale di Trani ha infatti accolto il ricorso di un docente che aveva svolto supplenze per tre anni consecutivi in diversi istituti senza mai ricevere il bonus. Il giudice gli ha quindi riconosciuto un risarcimento di 1500 euro. In base a tale provvedimento, l’importo di 500 euro spetterebbe quindi anche ai supplenti. Bene. Ma cosa dice, in concreto, la sentenza?

La sentenza del Tribunale di Trani prevede bonus anche per i supplenti

Il Tribunale di Trani, dicevamo, ha quindi accolto il ricorso perché fondato. Secondo l’istituzione, infatti, “la disciplina normativa è discriminatoria per contrasto con gli artt. 3, 35 e 97 della Costituzione e per violazione della clausola 4 della direttiva n. 199970CE oltre a violazione degli articoli 63 e 64 del ccnl di categoria che prevedono la centralità della formazione del docente”.

Nella sentenza si legge:

“Va dichiarato il diritto della parte ricorrente al riconoscimento del beneficio economico della cosiddetta ‘Carta del docente’ e, quindi, del relativo bonus di 500 euro per ciascun anno scolastico con conseguente condanna del ministero dell’Istruzione a riconoscere la c.d. carte del docente per un valore pari a complessivi 1.500 euro in favore della parte ricorrente”.

Cosa comporterà quindi questa inaspettata sentenza per tutti i supplenti? Secondo l’Associazione professionale e sindacale Anief, questi dovrebbero presentare ricorso con il sindacato al giudice per ottenere quanto – a quanto pare – sia un loro diritto, ovvero i 500 euro annui. L’associazione però consiglia di farlo immediatamente, senza perdersi troppo in indugi, in quanto si potrebbe perdere una o più annualità. E a questo punto sarebbe un vero peccato.

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