Come si fa l’analisi grammaticale? Regole e consigli

Analisi grammaticale: l’incubo di ogni studente fin dalle elementari! A cosa serve? Può sembrare un esercizio inutile, ma in realtà è importantissimo per comprendere ogni singolo elemento della frase e utilizzarlo nel modo giusto quando parliamo e quando scriviamo. Si tratta quindi di analizzare una frase dal punto di vista morfologico concentrandosi su ogni parola, distinguendo tra parti variabili e invariabili del discorso. In questo speciale vi forniremo una guida completa su come svolgere l’analisi grammaticale e come analizzare ogni singolo elemento della frase.

Analisi grammaticale: le parti del discorso

Iniziamo a conoscere gli elementi della frase distinguendoli in due grandi gruppi:

  • Parti invariabili del discorso: non cambiano la desinenza, rimangono invariati
  • Parti variabili del discorso: sono formati da una radice e una desinenza che varia

Parti variabili del discorso

Le parti variabili del discorso sono quindi elementi della frase che hanno una radice immutabile e una desinenza che varia in base al genere, al numero o, nel caso dei verbi, alla coniugazione. Le parti variabili del discorso sono 5:

  1. Nome
  2. Pronome
  3. Articolo
  4. Aggettivo
  5. Verbo

Il nome

Il nome è la parte variabile del discorso che ci aiuta ad identificare tutti gli elementi della realtà e dell’immaginazione. Esso può quindi indicare animali, persone cose o elementi astratti. Distinguiamo quindi:

  • nome proprio (es. Francesca)
  • nome comune: di cosa (libro), di persona (cuoco), di animale (cane)
  • nome concreto (quaderno)
  • nome astratto (felicità)
  • nome composto (pescecane)
  • nome individuale (donna)
  • nome collettivo (flotta)
  • nome primitivo (acqua)
  • nome derivato (acquazzone, derivato da acqua)
  • nome alterato: accrescitivo (quadernone), diminutivo (quadernino), vezzeggiativo (quadernetto), dispregiativo (quadernaccio)

Articolo

L’articolo è la parte variabile del discorso che non ha un significato proprio, dunque viene messo sempre prima di un nome. Ci sono 3 tipi di articolo:

  • determinativo: il, lo, la, i, gli, le
  • indeterminativo: un, una, un’, uno
  • partitivo: del, dello, dell’, della, dei, degli, delle

Il verbo

Il verbo è la parte variabile del discorso che indica un’azione, uno stato, un modo di essere, un evento collocandoli nel tempo. Si tratta della parte principale della frase in quanto senza verbo essa non esiste. Nell’analisi grammaticale del verbo bisogna precisare:

  • coniugazione: I (-are), II (-ere), III (-ire) – essere e avere hanno coniugazione propria
  • modo: finito (indicativo, congiuntivo, condizionale, imperativo) indefinito (infinito, participio, gerundio)
  • persona: I, II, III singolare, I, II, III plurale
  • tempo: semplice (presente, imperfetto ecc..) composto (passato prossimo ecc..)
  • forma: transitiva (attiva, passiva, riflessiva), intransitiva

Pronome

Il pronome è la parte variabile del discorso che sostituisce un nome, un altro elemento della frase o una frase intera. Ci sono diverse categorie di pronome:

  • pronome personale: io, tu, egli, noi, voi, essi
  • pronome relativo: che, il quale, cui…
  • pronome possessivo: mio, tuo, vostro
  • pronome dimostrativo: questo, quelli, stesso…
  • pronome indefinito: nessuno, qualcuno, niente…
  • pronome numerale: uno, cinque, otto

Aggettivo

L’aggettivo è la parte variabile del discorso che si affianca al nome per attribuirgli una qualità o una determinazione. Abbiamo diversi tipi di aggettivo:

Aggettivo qualificativo: attribuisce al nome una qualità che precisa o modifica il significato. Esso può avere 3 gradi:

  • grado positivo (buono)
  • grado comparativo: di maggioranza (più buono), di minoranza (meno buono) di uguaglianza (buono come)
  • grado superlativo: assoluto (buonissimo), relativo (il più buono)

Aggettivo determinativo: determina il nome con una caratteristica specifica, ad esempio l’appartenenza, la quantità o la posizione. Distinguiamo:

  • possessivo: mia, tuo, nostri
  • dimostrativo: quello, stesso
  • indefinito: nessuno, ciascuno
  • numerale: cardinale (uno, sette, cinque) ordinale (secondo, quarto)
  • interrogativo: quale?
  • esclamativo: quanti!

Parti invariabili del discorso

Le parti invariabili del discorso non esprimono né il genere né il numero. Sono 4:

  1. Avverbio
  2. Preposizione
  3. Congiunzione
  4. Interiezione

Avverbio

L’avverbio è la parte invariabile del discorso che precisa o modifica il significato di una parola o una frase. Distinguiamo:

  • avverbio di modo: bene, come, così ecc…
  • avverbio di tempo: ieri, oggi, domani…
  • avverbio di luogo: qui, davanti, sopra…
  • avverbio di quantità: poco, molto…
  • avverbio di dubbio: forse, magari
  • avverbio di affermazione: certo, proprio…
  • avverbio di negazione: no, mai, nemmeno…
  • locuzioni avverbiali, formate da due parole (senza dubbio)

Preposizione

La preposizione è la parte invariabile del discorso che crea un collegamento tra parole o frasi. Distinguiamo:

  • preposizioni semplici: di, a, da, in, con, su, per, tra, fra
  • preposizioni articolate, fuse con gli articoli, per esempio della (di +la), al (a + il). In questo caso però la preposizione diventa variabile, in quanto cambia la desinenza in base al genere e al numero.

Interiezione o esclamazione

L’interiezione o esclamazione è la parte invariabile del discorso che non ha legami grammaticali con gli altri elementi della frase. Può indicare stupore, meraviglia, paura: uffa, evviva, ahimè ecc…

Congiunzione

La congiunzione è la parte invariabile del discorso che unisce più elementi della frase o più proposizioni. Distinguiamo:

Congiunzioni coordinanti

  • copulative (e, anche, pure)
  • disgiuntive (ovvero, oppure)
  • avversative (però, ma, anzi)
  • correlative (e… e, sia… sia)
  • dichiarative (cioè, infatti)
  • conclusive (perciò, dunque)
  • comparativa (che)

Congiunzioni subordinanti

  • causali (poiché, perché)
  • finali (affinché, al fine di)
  • temporali (quando, prima che)
  • consecutive (tanto… che, a tal punto… che)
  • condizionali (se, qualora)
  • dichiarative (che, come)
  • concessive (sebbene, benché)
  • avversative (mentre, laddove)
  • comparative (quanto, più che)
  • modali (come, come se)
  • esclusive (senza, salvo che)
  • eccettuative (tranne che, eccetto che)
  • limitative (per quanto, quanto a)
  • interrogative o dubitative (se, quando)

Come fare l’analisi grammaticale: esempio e dritte

Bene, ora che hai rinfrescato la memoria con questo schema generale sugli elementi della frase non ci rimane che darti qualche consiglio pratico. Ecco un esempio:

  • Il gatto mangia i croccantini volentieri. 

La prima cosa da fare è leggere tutta la frase e isolare ogni singolo elemento della frase:

  • Il/ gatto/ mangia/ i/ croccantini/ volentieri. 

Successivamente occorre analizzare ogni singolo elemento facendo attenzione a tutto quello che bisogna indicare:

  • Il: articolo determinativo, maschile, singolare
  • gatto: nome comune di animale, maschile singolare
  • mangia: voce del verbo mangiare, modo indicativo, tempo presente, terza persona singolare, I coniugazione, transitivo attivo
  • i: articolo determinativo, maschile, plurale
  • croccantini: nome comune di cosa, maschile, plurale
  • volentieri: avverbio di modo

Ricordate quindi di distinguere tra parti variabili e invariabili del discorso; per le parti invariabili occorre solo indicare di cosa si tratta, mentre per le parti variabili:

  • nome: tipologia, genere, numero
  • verbo: forma infinita, modo, tempo, persona, numero, coniugazione, forma
  • articolo: tipologia, numero, genere
  • aggettivo: tipologia, numero, genere
  • pronome: tipo, numero, genere