L’Homo Sapiens: la storia della sua evoluzione

Oggi vogliamo fare un viaggio nel tempo insieme a voi e, nello specifico, vogliamo parlare dell’evoluzione dell’homo sapiens. E’ apparso tra i 130.000 e i 200.000 anni fa e, circa 75.000 anni fa, si è spostato dall’Africa per colonizzare l’intero pianeta; 30.000 anni fa si è imposto sulle altre specie di Homo. In seguito alla fine dell’era glaciale, avvenuta circa 12.000 anni fa, l’evoluzione non è stata più fisica ma culturale. L’homo sapiens ha imparato ad usare il fuoco e ad accenderlo, era un nomade e abitava in gruppo in caverne o in tende; andava a caccia, sapeva costruire oggetti da utilizzare nel quotidiano, seppelliva i morti e aveva un suo linguaggio con cui comunicare e farsi comprendere.

Evoluzione dell’homo sapiens: la teoria dell’origine unica o teoria della migrazione africana

Secondo tale teoria, gli homo sapiens si sono formati tra gli homo che sono rimasti in Africa. Successivamente sono migrati verso l’Asia e l’Oceania con un processo di migrazione chiamato:”fuori dall’Africa” e qui sono entrati in contatto, e hanno convissuto, con le specie già fuoriuscite tra cui i Denisoviani in Asia Orientale e i Neanderthaliani in Eurasia Occidentale e in America. A testimonianza del fatto che l’uomo moderno abbia origini africane, si pone la questione secondo cui alcune popolazioni non presentano la minima traccia di ibridazione con l’uomo di Neanderthal. Secondo ulteriori teorie l’uomo moderno deriva da popolazioni di ominidi che vivevano in modo indipendente, mentre per altre ancora l’homo sapiens ha un’origine euroasiatica.

Homo Sapiens: le caratteristiche fisiche

L’evoluzione dell’ homo in homo sapiens si diffonde in tutti i continenti, anche in Australia e nelle Americhe; le differenze fisiche, rispetto alle forme precedenti, riguardano il cranio alto, l’assenza del toro sopraorbitario, la fronte diritta, la faccia piatta, il mento accentuato, l’occipitale arrotondato, la statura più alta e una diversa proporzione tra gli arti. L’individuo “anziano”, di circa 50 anni d’età, rinvenuto nel 1868 nel riparo di Cro-Magnon in Dordogna (Francia), è stato definito il prototipo di questo tipo umano nuovo e ha dato il nome ai resti più antichi di Homo sapiens.

Homo Sapiens: le caratteristiche comportamentali

Le caratteristiche comportamentali dell’uomo moderno riguardano tutte le sfere della sua attività quotidiana e spirituale. Tali comportamenti, che solo in casi rari erano già stati riscontrati nell’uomo di Neanderthal, sembrano derivare dalle nuove e più complesse facoltà cerebrali dell’Homo sapiens sapiens, che portarono allo sviluppo del linguaggio articolato e di capacità simboliche e cognitive. Il processo di encefalizzazione arriva al suo compimento con l’uomo moderno, e il volume del nostro cervello raggiunge un valore tra 1.500 e 1.600 cc. Ci troviamo di fronte ad un organo le cui dimensioni sono notevoli in rapporto alle dimensioni complessive del corpo e necessita di energie altrettanto importanti.

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