Lavoro indipendente senza partita IVA: tutte le info

State pensando di entrare nel mondo del lavoro come lavoratori indipendenti senza, però, aprire la partita Iva? Oggi vogliamo darvi tutte le informazioni di cui avete bisogno in quanto, come per ogni altro aspetto della vita, dovete essere sempre pronti e preparati su tutto. Il lavoratore autonomo non è sempre obbligato ad aprire la partita Iva: quest’obbligo non è previsto se si svolge lavoro autonomo occasionale, cioè se l’attività svolta in proprio è svolta saltuariamente e non è organizzata professionalmente.

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Lavoro indipendente senza partita IVA: quando è possibile

Il lavoratore autonomo è colui che svolge il proprio lavoro a favore di un committente un’opera o un servizio, con lavoro prevalentemente proprio, senza vincolo di subordinazione, fuori dal coordinamento del committente e senza inserimento funzionale nella sua organizzazione. Il contratto di lavoro autonomo può essere concluso in forma scritta o anche verbalmente. Si ha lavoro autonomo occasionale quando la prestazione ha natura discontinua o saltuaria: in pratica, perché si possa lavorare autonomamente senza partita Iva, devono essere verificati i requisiti del lavoro autonomo e l’attività deve essere svolta in modo non prevalente e non abituale. Il lavoro autonomo occasionale e il lavoro autonomo con partita Iva si distinguono in base all’organizzazione e all’abitualità nell’esercizio dell’attività.

Lavoro indipendente senza partita IVA: le tasse

Lavorare senza partita Iva non vuol dire non pagare le tasse: deve sempre essere emessa, difatti, una ricevuta per le prestazioni di lavoro autonomo occasionale. Inoltre, i compensi ricevuti devono essere dichiarati nel modello 730 o nel modello Redditi e, se si superano i 5mila euro annui di compensi, ci si deve iscrivere alla gestione Separata e pagare i contributi all’Inps.

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