Panta Rei: cosa significa la locuzione greca

Panta Rei ovvero “Tutto scorre”: ma sarà davvero così? E poi vi siete mai chiesti perché utilizziamo proprio questa locuzione per indicare lo scorrere e il passare delle vicissitudini, degli eventi, del corso della vita, delle cose spiacevoli, di tutte quelle situazioni che ci mettono ansie, che ci fanno preoccupare, ma allo stesso modo passano gli eventi positivi: insomma, “Panta Rei” si riferisce esattamente allo scorrere del tempo, tempo che indica in sole due parole tutti quegli eventi che vengono racchiusi nei nostri giorni e nel ciclo della nostra vita.

Pante Rei: significato e traduzione

Panta Rei è un’espressione greca che in italiano significa in “tutto scorre” (in greco πάντα ῥεῖ), utilizzata come manifesto del pensiero filosofico di Eraclito, il più importante tra i filosofi presocratici, vissuto a Efeso tra il 535 a.C. ed il 475 a.C. Ecco le parole del filosofo: “Non si può discendere due volte nel medesimo fiume e non si può toccare due volte una sostanza mortale nel medesimo stato, ma a causa dell’impetuosità e della velocità del mutamento essa si disperde e si raccoglie, viene e va”. Insomma, tutto cambia e tutto si trasforma proprio come un fiume che scorre: non possiamo infatti vedere sempre le stesse acque in quanto l’acqua procede con il suo cammino ma il letto del fiume è sempre lo stesso. Così l’uomo non potrà mai rivivere la stessa identica situazione anche se si trova nello stesso luogo (che potrebbe essere diverso dall’ultima volta in cui c’è stato. L’essere umano, in sostanza, è sottoposto alla legge del cambiamento.

Panta Rei: quando si usa la locuzione

Il divenire è per Eraclito l’arché, ciò che governa il mondo. Senza il mutamento, niente potrebbe esistere, perché il divenire è l’essenza del cosmo. Anche questa espressione come Carpe Diem è protagonista di tantissime interpretazioni che di certo non sono solo date da filosofi del tempo: se ci pensate ognuno di noi può dare allo scorrere del tempo la propria interpretazione. Mi spiego meglio, pensate per un attimo, nella vostra immaginazione ciò che per voi conta, ciò che per voi passa o rimane. In senso materiale e filosofico Eraclito affermava appunto che lo scorrere del tempo è parte integrante del tempo stesso e che nessuna situazione si ripeterà mai in modo identico, però l’interpretazione può cambiare, infatti è estremamente soggettiva, visto che una stessa situazione può essere rivissuta, anche a distanza di anni, con le stesse identiche emozioni e sensazioni, pensando e concependo di averla vissuta quindi due volte in modo identico, anche se esternamente i luoghi sono mutati, trasformati, internamente tutto immutato. Da questo deduciamo che “panta rei” può e deve essere utilizzato in modo del tutto autonomo e personale, sotto una completa definizione interpretativa, non dimenticando e non tralasciando che noi, la natura, le situazioni, i luoghi, come affermava Eraclito, in modo del tutto oggettivo, sono sottoposti alla grande legge del mutamento a cui è impossibile resistere e adattarsi.  Panta Rei potremmo utilizzarlo come ideale, come stile di vita, indicando e ricordando che cosa cambia nel tempo perché ciò che oggi sembra irrisolvibile e doloroso, domani potrebbe non esserci più.

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