Racconto giallo ambientato a Parigi - Studentville

Racconto giallo ambientato a Parigi

Tema volto come racconto giallo ambientato a Parigi.

TRACCIA:

Inventa un romanzo giallo ambientato a Parigi.

SVOLGIMENTO:

Io e la mia famiglia eravamo a Parigi da un paio di giorni, ci eravamo andati per festeggiare l’anniversario di matrimonio dei miei genitori e si stava rivelando un viaggio davvero emozionante e divertente.
Però, quando è arrivato il momento di andare al museo, io e mio fratello non avevamo proprio voglia di trascorrere un’intera giornata in cui avremmo potuto fare tantissime cose chiusi dietro quattro mura.
Mia madre e mio padre però ci tenevano tantissimo perché sono appassionati di storia dell’arte e, siccome il viaggio era dedicato a loro,  noi non abbiamo fatto troppe storie e abbiamo deciso di andarci, solo che abbiamo deciso con i miei il compromesso di andarci la sera.
In effetti, il Louvre è bellissimo, me ne sono accorto dai primi momenti e già dalle prime cose che ho visto.
Però, in quei giorni al museo succedevano cose strane, le guardie erano aumentate tantissimo di numero perché da qualche giorno, ogni sera, dal museo spariva qualcosa, piccole cose, però bisognava evitare che succedesse a tutti i costi ed evitare che succedesse ancora, per cui la sorveglianza era attivissima.
Come ho detto prima, avevamo deciso di andare di pomeriggio tardi al museo e, siccome era tutto bellissimo, ci siamo persi a guardare e non abbiamo considerato che il tempo passava velocemente.
Ci siamo distratti e siamo rimasti chiusi dentro quando tutti se ne sono andati.
All’inizio ci siamo spaventati moltissimo e abbiamo provato a chiamare qualcuno per aiutarci ma il cellulare non prendeva e non potevamo chiamare nessuno, allora abbiamo deciso di prendere la cosa dal lato positivo: avevamo molto più tempo per guardare tutto con calma.
Ci stavamo divertendo, eravamo nella stanza della Gioconda ed eravamo tutti in silenzio perché sconvolti dalla bellezza del quadro.
Dato che nessuno immaginava che fossimo lì, abbiamo potuto osservare quello che succedeva.
Ad un tratto due persone sono uscite da un foro nel muro e hanno sostituito proprio il quadro della Gioconda con una copia neanche tanto ben fatta.
Da dove venivano quelle persone? E come facevano a sostituire i quadri e rubare le cose senza che suonassero gli allarmi?
Siamo rimasti in silenzio e non ci siamo fatti vedere così abbiamo potuto guardare tutto.
Potrebbe sembrare poco coraggioso da parte nostra ma noi non sapevamo come agire e abbiamo preferito rimanere nascosti, raccogliere più dati possibile e riferire alla polizia francese.
Così abbiamo fatto, quelle persone dopo aver compiuto il fatto sono rientrate nel buco del muro e non si sono fatte più vedere per tutta la notte.
Quando il museo ha riaperto e le guardie si sono accorte dello scambio del quadro, siamo stati i primi a essere accusati.
Appena però abbiamo spiegato la situazione e abbiamo mostrato la porta nel muro, la polizia è andata a guardare e ha trovato tutto un mondo nascosto. 
C’era un’intera città sotterranea, una città costruita sulla menzogna e sui furti.
Ovviamente siamo stati subito scagionati e il mistero sui quadri scomparsi è stato risolto anche grazie al nostro aiuto.

 

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