TEMA SVOLTO SU MANZONI E LA POLEMICA CONTRO GLI STORICI: TRACCIA. Il Manzoni accusava gli storici di escludere dalla loro attenzione le folle anonime che spesso della storia sono le vittime innocenti. In base alla tua esperienza di studente condividi l'accusa? Ti sembra che i testi di storia in uso nella scuola diano spazio a questa "dimensione sociale" che sta a cuore a Manzoni?

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TEMA SU MANZONI E LA STORIA: SVOLGIMENTO. "La storia del mondo è la storia di pochi privilegiati" sostiene Henry Miller, e, di fatto, possiamo dire che sia proprio così. Secondo anche quanto sostiene il Manzoni, i libri di storia sono pervasi da grandi personaggi, grandi eventi e grandi nazioni, mentre spesso poco è lo spazio riservato alla masse popolari. Fiumi di inchiostro sono stati utilizzati per parlare di Giulio Cesare, di Alessandro Magno, di Napoleone, di Hitler e così via. Di questi e altri personaggi si è parlato non solo delle loro azioni importanti, ma anche della personalità, della vita privata, spesso cadendo anche nel chiacchiericcio. Perché dunque tante parole sull'altezza di Naponeone, e nemmeno una parola per il povero soldato che ha combattuto al suo fianco?

Per poter rispondere a questa domanda, possiamo analizzare il significato di "storia". In generale, nella materia denominata "storia" si studiano gli eventi più importanti a livello globale, eventi singoli, all'inizio circoscritti, che poi hanno modificato società, economia e assetti mondiali. Possiamo definire storia però un qualsiasi susseguirsi di eventi, relativi alla vita di una persona ("la storia della mia vita"), ad un ambito particolare ("storia della musica"), ad un popolo (storia romana) e così via. E, anche nei singoli casi, l'attenzione si concentra maggiormente sui grandi, mettendo in secondo piano eventi e personaggi minori.
Studiare la storia ha come scopo, inoltre, quello di evitare gli errori del passato, ma anche quello, più scontato, di conoscere l'evoluzione del mondo e dei popoli che la abitano. Se gli storici prediligono i grandi personaggi, allora, possiamo ricondurre ciò al fatto che la storia dà spazio ai grandi eventi e ai grandi personaggi perché lo scopo della storia è quello di comprendere come e attraverso cosa si è arrivati all'assetto mondiale attuale. Di conseguenza, gli eventi da analizzare vengono selezionati, e dunque, da questo punto di vista, sembra normale che si preferisca parlare di papa Benedetto XV nell'ambito della prima guerra mondiale, piuttosto che del parroco di paese che ha sofferto fame e dolori insieme ai propri fedeli. 

La storia allora racconta di grandi personaggi, non solo positivi, ma anche negativi. Come nei romanzi e nei film, esistono protagonisti e antagonisti, nemici, vincitori e vinti. Ma accanto ad essi, non possiamo dimenticare le persone comuni, persone che hanno partecipato attivamente agli eventi, che hanno lottato, hanno supportato i grandi, hanno dato un contributo alla storia dell'umanità. Di costoro, i libri di storia scolastici spesso tacciono, o comunque citano qualcosa secondariamente. 

Cosa possiamo dunque concludere? Il Manzoni ha perfettamente ragione, ma dobbiamo considerare il fatto che citare tutti gli eventi e le persone vissute sulla Terra sarebbe un'impresa impossibile. Si potrebbe allora affiancare agli eventi principali qualche avvenimento secondario, parlando anche della situazione popolare in quella data situazione, citando personaggi del popolo, eventi sociali e quotidiani.
Tuttavia, si tratta sempre di scegliere un evento piuttosto che un altro, dunque il problema sussisterà sempre: ci saranno eventi e personaggi conosciuti da tutti, e persone e situazioni che rimarranno per sempre nell'ombra.