SAGGIO BREVE SU DANTE ALIGHIERI. Dante Alighieri, croce e delizia degli studenti! Lo sappiamo, spesso i canti della Divina Commedia sono alquanto soporiferi, la lingua di settecento anni fa è di difficile comprensione e a volte vi sembra di non comprendere in pieno il pensiero politico del nostro caro poeta fiorentino. Tuttavia, leggere Dante sotto un altro punto di vista potrebbe diventare interessante e, perchè no, anche molto piacevole. Basta scegliere le opere giuste e il gioco è fatto. Detto questo, passiamo ai tasti dolenti: per caso vi è stato assegnato un saggio breve su Dante Alighieri e non sapete proprio da dove cominciare? Bene, allora non ci rimane altro da fare che aiutarvi anche questa volta, fornendovi un esempio svolto. Ovviamente, un saggio breve generico su Dante sarebbe troppo dispersivo, per cui occorre analizzarne un aspetto: in questo articolo vi proponiamo un saggio breve sulla Vita Nuova di Dante, in cui analizzeremo la tematica portante, l'amore per Beatrice

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DOCUMENTI PER SAGGIO BREVE SU DANTE. Prima di tutto, ricordate che per realizzare un perfetto saggio breve occorre dare una buona e attenta lettura ai documenti presenti nella traccia. Ecco un esempio:

Documento 1. 
Nove fiate già appresso lo mio nascimento era tornato lo cielo de la luce quasi a uno medesimo punto, quanto a la sua propria girazione, quando a li miei occhi apparve prima la gloriosa donna de la mia mente, la quale fu chiamata da molti Beatrice li quali non sapeano che si chiamare. Ella era in questa vita già stata tanto, che ne lo suo tempo lo cielo stellato era mosso verso la parte d’oriente de le dodici parti l’una d’un grado, sì che quasi dal principio del suo anno nono apparve a me, ed io la vidi quasi da la fine del mio nono.
Apparve vestita di nobilissimo colore, umile e onesto, sanguigno, cinta e ornata a la guisa che a la sua giovanissima etade si convenia.
In quello punto dico veracemente che lo spirito de la vita, lo quale dimora ne la secretissima camera de lo cuore, cominciò a tremare sì fortemente, che apparia ne li menimi polsi orribilmente; e tremando disse queste parole: "Ecce deus fortior me, qui veniens dominabitur michi". 
In quello punto lo spirito animale, lo quale dimora ne l’alta camera ne la quale tutti li spiriti sensitivi portano le loro percezioni, si cominciò a maravigliare molto, e parlando spezialmente a li spiriti del viso, sì disse queste parole: "Apparuit iam beatitudo vestra". 
In quello punto lo spirito naturale, lo quale dimora in quella parte ove si ministra lo nutrimento nostro, cominciò a piangere, e piangendo disse queste parole: "Heu miser, quia frequenter impeditus ero deinceps!". 
D’allora innanzi dico che Amore segnoreggiò la mia anima, la quale fu sì tosto a lui disponsata, e cominciò a prendere sopra me tanta sicurtade e tanta signoria per la vertù che li dava la mia imaginazione, che me convenia fare tutti li suoi piaceri compiutamente. (Vita Nova di Dante)

Documento 2
Tanto gentile e tanto onesta pare
la donna mia, quand'ella altrui saluta,
ch'ogne lingua devèn, tremando, muta,
e li occhi no l'ardiscon di guardare. 

Ella si va, sentendosi laudare,
benignamente d'umiltà vestuta,
e par che sia una cosa venuta
da cielo in terra a miracol mostrare. 

Mostrasi sì piacente a chi la mira
che dà per li occhi una dolcezza al core,
che 'ntender no la può chi no la prova; 

e par che de la sua labbia si mova
un spirito soave pien d'amore,
che va dicendo a l'anima: Sospira.
(Vita Nova di Dante)

Documento 3
«Guardaci ben! Ben son, ben son Beatrice.
Come degnasti d'accedere al monte?
non sapei tu che qui è l'uom felice?».

Li occhi mi cadder giù nel chiaro fonte;
ma veggendomi in esso, i trassi a l'erba,
tanta vergogna mi gravò la fronte.

Così la madre al figlio par superba,
com' ella parve a me; perché d'amaro
sente il sapor de la pietade acerba.
(Purgatorio XXX, vv. 73-81)
 

SAGGIO BREVE SVOLTO SU DANTE: TITOLO E CONSEGNA. Una volta letti bene i documenti ci si può mettere all'opera! Ricorda che al saggio breve svolto dovrai aggiungere un titolo e una consegna:

  • Titolo: Beatrice, un amore oltre misura
  • Consegna: Rivista letteraria
     

SAGGIO BREVE SULLA VITA NUOVA DI DANTE: INTRODUZIONE. Amare senza essere ricambiati, raggiungere la massima felicità solo con un cenno di saluto da parte della persona del cuore: forse per i ragazzi della nostra generazione si tratta di concetti davvero difficili da capire, eppure sono tanti gli esempi, letterari e non, di chi ha amato senza voler nulla in cambio. Ne è un esempio Dante, che con i suoi versi ha reso famosa, per più di settecento anni, la sua amata: Bice Portinari, o meglio, come la conosciamo tutti noi, Beatrice. 
 

SAGGIO BREVE SU DANTE ALIGHIERI: SVOLGIMENTO. L'amore di Dante per Beatrice è raccontanto nella Vita Nova, un'opera che non possiamo definire né autobiografia, né propriamente diario, ma piuttosto un diario dell'innamoramento e del corteggiamento, in cui la protagonista indiscussa è la donna amata dal poeta. Nelle prime pagine dell'opera Dante racconta di aver incontrato Beatrice a nove anni, e già da allora ne era rimasto folgorato: ci vorranno poi altri nove anni affinché il sentimento sbocci e si trasformi in vero e puro amore. Fin qui può sembrare l'inizio di una meravigliosa storia d'amore, e i più romantici tra di noi potrebbero già viaggiare con la mente e arrivare al coronamento del sogno d'amore di Dante. In realtà non sarà così e tra Dante e Beatrice non nascerà alcuna storia d'amore: i due sposeranno persone diverse, ma ciò che renderà definitivamente impossibile la relazione sarà la morte della ragazza a soli 24 anni. Una vera batosta per il poeta, che deciderà di dedicare un'intera opera alla donna amata e la collocherà poi nel posto migliore che ci possa essere, il Paradiso. Ma torniamo un attimo indietro e analizziamo gli aspetti particolari di questo amore. Teniamo sempre in considerazione che Dante è un poeta Stilnovista e, come tale, parla della sua donna come una figura angelica, eterea, dispensatrice di bontà, un essere che rende migliore tutto ciò che la circonda. Possiamo notare questi particolari nelle diverse poesie presenti nella Vita nova, come ad esempio Tanto gentile e tanto onesta pare. Una figura così perfetta però genera imbarazzo e senso di inferiorità, e Dante a stento riesce a salutare Beatrice: al solo avvertire la sua presenza, al solo pronunciare il suo nome, il poeta quasi sviene, sotto gli occhi divertiti delle compagne della ragazza, che lo deridono senza pietà. E cosa fa Dante? Torna a casa, umiliato e sconfitto, e piange per la vergogna nella sua stanza. Un atteggiamento che a noi potrebbe sembrare ridicolo, ma se ci caliamo un attimo nei panni di un ragazzo del Duecento/Trecento ci possiamo rendere conto di quanto fosse difficile dichiararsi e mettere a nudo i propri sentimenti. Non esisteva lo smartphone, non esisteva Facebook, le uniche possibilità di vedere la donna amata erano banchetti, messe o incontri avvenuti per caso. E, oltre all'esiguità delle occasioni, non dobbiamo dimenticare che per una ragazza dell'epoca dare troppa retta ad un uomo era disdicevole, per cui le possibilità di attaccare bottone erano poco più che zero. Dante però poteva consolarsi in quanto aveva un talento, la scrittura: e nonostante la ragazza sia morta giovanissima, il nostro poeta l'ha resa immortale grazie ai suoi versi. E la rivediamo ancora tra le pagine del Paradiso, illuminata da una luce ancora più intensa, che si rivolge a Dante con amore e dolcezza, proprio come lui avrebbe voluto che succedesse in vita.
 

SAGGIO BREVE SULLA VITA NOVA: CONCLUSIONE. Purtroppo però, le cose sono andate come sappiamo, e l'unico modo che Dante avrà per rivedere Beatrice è lodarla con i suoi versi, ricordare i suoi occhi, il suo saluto, il suo modo di camminare. Ma il ricordo pian piano sbiadisce, e forse per questo Dante decide di immaginare Beatrice in Paradiso: rivederla ancora una volta, più bella di prima, oltre la mondanità e la fisicità, è forse una delle cose più belle che un innamorato possa pensare.

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