PROPOSIZIONE SOGGETTIVA E OGGETTIVA: DIFFERENZA ED ESEMPIO

Partiamo dalle basi: la proposizione è la frase. La proposizione può essere reggente o subordinata. La subordinata richiede la presenza della reggente perché così com’è non ha significato, non regge insomma. La Proposizione Oggettiva e la Proposizione Soggettiva sono due tipi di subordinata, tra le più usate in italiano. In questo post ti insegnerò a concordare i verbi tra la reggente e questi due tipi di subordinata in quanto, a seconda dei casi, richiedono l’indicativo, il congiuntivo o il condizionale.

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Proposizione Soggettiva e Proposizione Oggettiva

PROPOSIZIONE SOGGETTIVA E OGGETTIVA: LA PROPOSIZIONE OGGETTIVA

La proposizione oggettiva svolge il ruolo di complemento oggetto della frase reggente. Ecco un esempio:

  • Penso (reggente) che Giulia sia simpatica (oggettiva).

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PROPOSIZIONE SOGGETTIVA E OGGETTIVA: LA PROPOSIZIONE SOGGETTIVA

La proposizione soggettiva svolge il ruolo di soggetto della reggente. È introdotta da verbi usati alla terza persona singolare (sembra, mi pare), da verbi alla terza persona singolare preceduti da si (si spera), da espressioni impersonali costruiti dal verbo essere con un nome o un aggettivo (è necessario, è bene). Esempi:

  • Mi sembra che tu stia sbagliando.
  • È necessario che lo faccia tu.

Entrambe le proposizioni hanno una forma implicita e esplicita. La forma implicita è introdotta da un verbo all’infinito (che può essere preceduto o meno da di):

  • Ho l’impressione di avere dimenticato qualcosa.
  • Bisogna andare.

COME RICONOSCERE OGGETTIVE E SOGGETTIVE

Ci occuperemo adesso delle forme esplicite, cioè quelle che creano più problemi. La concordanza dei verbi è uguale sia per le oggettive che per le soggettive. Qui di seguito prenderemo ad esempio le oggettive.

Facciamo una premessa, le subordinate possono esprimere rispetto alla reggente:

  • Contemporaneità: un fatto che sta succedendo adesso
  • Anteriorità: un fatto che è successo in passato
  • Posteriorità: un fatto che succederà o che potrebbe succedere

PROPOSIZIONE SOGGETTIVA E OGGETTIVA: QUANDO SI USA L’INDICATIVO

Secondo questi tre criteri, vediamo le concordanze con l’oggettiva all’indicativo:

CONTEMPORANEITÀ

Se nella reggente c’è:     

  • Indicativo Presente: dico
  • Indicativo Presente: di’    
  • Condizionale: direi
  • Congiuntivo Presente: dica

l’oggettiva sarà:

  • Indicativo Presente: che sbaglia

Se nella reggente c’è:

  • Imperfetto: dicevo
  • Passato remoto: dissi
  • Passato prossimo: ho detto      
  • Trapassato prossimo: avevo detto che sbaglia, che sbagliava
  • Condizionale passato: avrei detto
  • Congiuntivo trapassato: avessi detto

l’oggettiva sarà:

  • Indicativo presente o imperfetto: avevo detto che sbaglia, che sbagliava

Se nella reggente c’è:

  • Indicativo futuro: dirò 
  • Indicativo futuro: che sbaglia, che sbaglierà

ANTERIORITÀ

Se nella reggente c’è:

  • Indicativo presente: dico
  • Imperativo: di’  
  • Condizionale: direi    
  • Congiuntivo presente: dica

l’oggettiva sarà:

  • Imperfetto, Passato remoto, Passato prossimo, Trapassato prossimo: che sbagliava, che sbagliò, che ha sbagliato, che aveva sbagliato

Se nella reggente c’è:

  • Imperfetto: dicevo
  • Passato remoto: dissi
  • Passato prossimo: ho detto  
  • Trapassato prossimo: avevo detto
  • Condizionale: avrei detto
  • Congiuntivo trapassato: avessi detto

l’oggettiva sarà:

  • Passato prossimo o Trapassato prossimo: che ha sbagliato, che aveva sbagliato

Se nella reggente c’è:

  • Indicativo futuro: dirò

l’oggettiva sarà:

  • Imperfetto, Passato remoto, Passato prossimo o Trapassato prossimo: che sbagliava, che sbagliò, che ha sbagliato, che aveva sbagliato

POSTERIORITÀ

Se nella reggente c’è:

  • Indicativo presente: dico
  • Imperativo: di’  
  • Condizionale: direi    
  • Congiuntivo presente: dica

l’oggettiva sarà:

  • Futuro: che sbaglierà

Se nella reggente c’è:

  • Imperfetto: dicevo
  • Passato remoto: dissi    
  • Passato prossimo: ho detto
  • Trapassato prossimo: avevo detto
  • Condizionale passato: avrei detto  
  • Congiuntivo trapassato: avessi detto

l’oggettiva sarà:

  • Futuro, condizionale: che sbaglierà, che avrebbe sbagliato

PROPOSIZIONE OGGETTIVA: QUANDO USARE IL CONGIUNTIVO

Ora vediamo le oggettive al congiuntivo. Anche qui seguiamo lo schema precedente:

CONTEMPORANEITÀ

Se nella reggente c’è:

  • Indicativo presente: immagino
  • Imperativo: immagina    
  • Indicativo futuro: immaginerò
  • Condizionale: immaginerei

l’oggettiva sarà:

  • Congiuntivo presente: che egli faccia bene

Se nella reggente c’è:

  • Imperfetto: immaginavo
  • Passato prossimo: ho immaginato  
  • Passato remoto: immaginai        
  • Trapassato prossimo: avevo immaginato 
  • Condizionale passato: avrei immaginato

l’oggettiva sarà:

  • Congiuntivo imperfetto: che facesse bene

ANTERIORITÀ

Se nella reggente c’è:

  • Indicativo presente: immagino
  • Imperativo: immagina       
  • Indicativo futuro: immaginerò

l’oggettiva sarà:

  • Congiuntivo passato: che egli abbia fatto bene

Se nella reggente c’è:

  • Imperfetto: immaginavo
  • Passato prossimo: ho immaginato 
  • Passato remoto: immaginai
  • Trapassato prossimo: avevo immaginato

l’oggettiva sarà:

  • Congiuntivo trapassato: che avesse fatto bene

Se nella reggente c’è:

  • Condizionale: immaginerei

l’oggettiva sarà:

  • Congiuntivo passato, Imperfetto o Trapassato: che egli abbia fatto bene, che facesse bene, che avesse fatto bene

POSTERIORITÀ

Se nella reggente c’è:

  • Indicativo presente: immagino
  • Indicativo futuro: immaginerò

l’oggettiva sarà:

  • Indicativo futuro: che sbaglierà

Se nella reggente c’è:

  • Imperfetto: immaginavo
  • Passato prossimo: ho immaginato
  • Passato remoto: immaginai    
  • Trapassato prossimo: avevo immaginato
  • Condizionale: immaginerei            
  • Condizionale passato: avrei immaginato 

l’oggettiva sarà:

  • Condizionale passato: che avrebbe sbagliato

Nota che nell’ultimo gruppo di tempi la posteriorità si esprime con il condizionale passato.

Ecco altri consigli utili per non sbagliare: