Charles Manson, uno degli assassini più feroci della storia

È morto Charles Manson, il famigerato criminale statunitense. Si è spento ad 83 anni ed è stato uno dei più sanguinari assassini della storia americana. Condannato nel 1971 alla pena di morte, poi mutata in nove ergastoli, era stato ricoverato qualche giorno fa in un ospedale californiano per una gravissima emorragia intestinale dal quale non è più uscito, morendo, di fatto, il 19 novembre 2017. Nessun cordoglio, nessuna pena da parte del popolo americano che non ha dimenticato l’orrore, nonostante il tempo che passa. Manson, famoso per essere stato il mandante di due dei più efferati omicidi della storia degli Stati Uniti d’America, quello di Cielo Drive, in cui furono assassinati Sharon Tate e quattro suoi amici, e quello ai danni di Leno LaBianca e sua moglie, non c’è più ma la storia non dimenticherà la brutalità di quei crimini né gli agghiaccianti retroscena. Scopriamo quindi chi è il pluriomicida Manson e quali sono stati i suoi delitti.

Biografia di Charles Manson

Prima di conoscere i motivi per cui Manson è diventato, purtroppo, famoso, ripercorriamo in breve la sua vita:

  • Charles nasce a Cincinnati, in Ohio, il 12 novembre 1934 in una famiglia sregolata. Sua madre, Kathleen Maddox, lo ebbe a 16 anni, suo padre era probabilmente un certo colonnello Scott, ma Charles prese il cognome da William Manson, un uomo con il quale la madre era vissuta per qualche mese. Kathleen, forse una prostituta, come dichiarato dal figlio, passò molti anni in carcere e Charles venne affidato prima a dei vicini di casa, poi ad alcuni zii in West Virginia. Nel 1947, venne affidato ad un istituto per l’infanzia in Indiana.
  • Ribelle e non conforme alle regole civili, iniziò, già in giovane età a commettere piccoli reati, come furti di auto e rapine che gli valesero un periodo in un istituto di correzione che non giovò alle attitudini del ragazzo. Anche altri tentativi di educarlo fallirono, così, a soli 16 anni, compì il suo primo reato federale: aveva trasportato oltre confine un’auto rubata e venne mandato in vari riformatori.
  • La sua condotta non migliorò e finì altre volte in riformatorio e poi, cresciuto, in carcere. Gli anni della reclusione segnarono la mentalità di Manson: ebbe l’ccasione di leggere molto e studiare in particolare necromanzia, magia nera, esoterismo massonico, chirosemantica, scientologia, motivazione subliminale e ipnotismo, un bagaglio culturale a dir poco inquietante. Lì imparò anche a suonare la chitarra e a comporre.
  • Fuori dalla galera nel 1967 decise di divenire un musicista hippy e iniziò ad essere circondato da un gruppo nutrito di giovani, in particolare ragazze, attratte dal suo forte carisma. La crew di Manson crebbe, vagando su un pulmino per l’America, e prese il nome di The Manson Family ma molti di questi giovani erano ragazzi come Manson, con una vita dura alle spalle, con problemi famigliari e disordini mentali. Charles era considerato un leader religioso oltre che morale: sosteneva di essere la reincarnazione di Gesù Cristo e di Satana insieme.
  • La setta The Family sopravviveva grazie a furti e altre attività criminali e tra un crimine e l’altro suonavano la chitarra, praticavano sesso di gruppo e facevano uso di stupefacenti, in particolare hashish e LSD.

Charles Manson: il guru serial killer

La setta era forte e unita attorno al suo leader: dalle rapire si passò presto agli omicidi, precursori degli efferati crimini di cui The Family fu protagonista. Nel 1969, ossessionato dall’idea di diventare un musicista famoso, Manson aveva deciso di vendicarsi di Terry Melcher, artista e produttore musicale che aveva avuto interesse, in un primo momento, verso alcune canzoni composte da Manson, ma che successivamente si era rifiutato di scritturarlo come musicista per la Columbia Productions. Melcher quindi, doveva essere puntito ferocemente. Questo è quello che passò nella mente di Manson, la mente killer dietro la strage di Cielo Drive, il nome della villa di proprietà di Terry Melcher e ora dei coniugi Polanski. A Manson non importava: la residenza sarebbe stata un simbolo di vendetta verso coloro che lo avevano rifiutato, non importava se l’oggetto del suo odio non ci fosse. Così, il 9 agosto 1969, Manson incaricò alcuni suoi adepti a compiere gli omicidi: Charles “Tex” Watson, e tre donne, Susan Atkins, Patricia Krenwinkel e Linda Kasabian. Lui rimase nel ranch dove risiedeva l’organizzazione. In quella abitazione si compì una vera e propria sanguinolenta strage: i 4 coivolti da Manson arrivarono a Cielo Drive intorno a mezzanotte, con coltelli, pistola calibro 22 e una lunga fune di nylon. In casa c’erano Sharon Tate, il suo parrucchiere Jay Sebring, lo scrittore Wojciech Frykowski e la sua fidanzata, Abigail Folger. Polanski era a Londra a girare un film, aveva appena finito di girare Rosemary’s Baby. Fu una mattanza: Sharon Tate fu l’ultima a essere uccisa, fu pugnalata 16 volte, soprattutto nel ventre. Era quasi al termine della sua gravidanza. Gli assassini lasciarono delle scritte sui muri, tra tutte Helter Skelter, il titolo di una canzone dei Beatles che significa confusione. La notte dopo, Manson e la sua banda uccisero anche l’imprenditore Leno LaBianca e sua moglie Rosemary, ma i motivi e il movente non sono affatto chiari. Voci insistenti parlano di altri omicidi in potenza: Manson avrebbe voluto uccidere anche Liz Taylor, Steve McQueen e Frank Sinatra, ma fu arrestato prima. Nel 1970 cominciò il processo contro Charles Manson dove si presentò con una X incisa sulla fronte che in seguito, dopo diversi anni di prigione, trasformò in una svastica. Il 29 marzo 1971 il processo si chiuse con la condanna a morte di tutti i componenti della “Famiglia”, ma nel 1972 lo Stato della California abolì la pena di morte e la pena di Manson e dei componenti della setta venne commutata in ergastolo. Nessuno, della setta The Family, si è mai pentito dei massacri.