5 MAGGIO: PARAFRASI E SPIEGAZIONE

Cerchi il commento, l’analisi e la parafrasi del 5 Maggio di Alessandro Manzoni?
Sei proprio nel posto giusto, perché in questa guida spiegheremo e analizzeremo la poesia che il Manzoni dedicò a Napoleone Bonaparte. Per aiutarti a studiare in fretta abbiamo svolto la parafrasi riga per riga e l’analisi di questo testo poetico scritto nel 1823, anche se in realtà il componimento è datato 1821.
Devi prima di tutto sapere che il Manzoni seppe della morte di Napoleone Bonaparte solo nel luglio del 1821: l’ex imperatore però era morto il 5 maggio dello stesso anno nell’isola di Sant’Elena, dove si trovava in esilio dal 1815. Bene, dopo queste informazioni preliminari, ecco per te la scheda riassuntiva della poesia, dove potrai trovare le informazioni principali che ti occorrono per contestualizzarla:

  • Autore: Alessandro Manzoni
  • Titolo dell’Opera: Odi
  • Prima edizione dell’opera: 1823 (ma il componimento è datato 1821)
  • Genere: Poesia lirica
  • Forma metrica: 18 strofe, composte ciascuna di 6 settenari sdruccioli (il primo, il terzo e il quinto) piani (il secondo e il quarto, fra loro rimanti) e tronco l’ultimo che rima con l’ultimo della strofa successiva, con rime disposte secondo lo schema ABCBDE

Se, però, vuoi fare da solo o approfondire il nostro lavoro ti consigliamo di leggere la nostra guida: Parafrasi: come si fa

Se hai bisogno di altre parafrasi già fatte, clicca qui: Parafrasi svolte: la raccolta online

(Statua di Napoleone Bonaparte, Louvre)

5 MAGGIO MANZONI: IL TESTO DELLA POESIA

Prima di concentrarci sulla parafrasi, ecco il testo della poesia, con i versi numerati per facilitare la spiegazione:

1. Ei fu. Siccome immobile,
2. dato il mortal sospiro,
3. stette la spoglia immemore
4. orba di tanto spiro,
5. così percossa, attonita
6. la terra al nunzio sta,
7. muta pensando all’ultima
8. ora dell’uom fatale;
9. né sa quando una simile
10. orma di pie’ mortale
11. la sua cruenta polvere
12. a calpestar verrà.
13. Lui folgorante in solio
14. vide il mio genio e tacque;
15. quando, con vece assidua,
16. cadde, risorse e giacque,
17. di mille voci al sonito
18. mista la sua non ha:
19. vergin di servo encomio
20. e di codardo oltraggio,
21. sorge or commosso al subito
22. sparir di tanto raggio;
23. e scioglie all’urna un cantico
24. che forse non morrà.
25. Dall’Alpi alle Piramidi,
26. dal Manzanarre al Reno,
27. di quel securo il fulmine
28. tenea dietro al baleno;
29. scoppiò da Scilla al Tanai,
30. dall’uno all’altro mar.
31. Fu vera gloria? Ai posteri
32. l’ardua sentenza: nui
33. chiniam la fronte al Massimo
34. Fattor, che volle in lui
35. del creator suo spirito
36. più vasta orma stampar.
37. La procellosa e trepida
38. gioia d’un gran disegno,
39. l’ansia d’un cor che indocile
40. serve, pensando al regno;
41. e il giunge, e tiene un premio
42. ch’era follia sperar;
43. tutto ei provò: la gloria
44. maggior dopo il periglio,
45. la fuga e la vittoria,
46. la reggia e il tristo esiglio;
47. due volte nella polvere,
48. due volte sull’altar.
49. Ei si nomò: due secoli,
50. l’un contro l’altro armato,
51. sommessi a lui si volsero,
52. come aspettando il fato;
53. ei fe’ silenzio, ed arbitro
54. s’assise in mezzo a lor.
55. E sparve, e i dì nell’ozio
56. chiuse in sì breve sponda,
57. segno d’immensa invidia
58. e di pietà profonda,
59. d’inestinguibil odio
60. e d’indomato amor.
61. Come sul capo al naufrago
62. l’onda s’avvolve e pesa,
63. l’onda su cui del misero,
64. alta pur dianzi e tesa,
65. scorrea la vista a scernere
66. prode remote invan;
67. tal su quell’alma il cumulo
68. delle memorie scese.
69. Oh quante volte ai posteri
70. narrar se stesso imprese,
71. e sull’eterne pagine
72. cadde la stanca man!
73. Oh quante volte, al tacito
74. morir d’un giorno inerte,
75. chinati i rai fulminei,
76. le braccia al sen conserte,
77. stette, e dei dì che furono
78. l’assalse il sovvenir!
79. E ripensò le mobili
80. tende, e i percossi valli,
81. e il lampo de’ manipoli,
82. e l’onda dei cavalli,
83. e il concitato imperio
84. e il celere ubbidir.
85. Ahi! forse a tanto strazio
86. cadde lo spirto anelo,
87. e disperò; ma valida
88. venne una man dal cielo,
89. e in più spirabil aere
90. pietosa il trasportò;
91. e l’avvïò, pei floridi
92. sentier della speranza,
93. ai campi eterni, al premio
94. che i desideri avanza,
95. dov’è silenzio e tenebre
96. la gloria che passò.
97. Bella Immortal! Benefica
98. Fede ai trïonfi avvezza!
99. Scrivi ancor questo, allegrati;
100. che più superba altezza
101. al disonor del Golgota
102. giammai non si chinò.
103. Tu dalle stanche ceneri
104. sperdi ogni ria parola:
105. il Dio che atterra e suscita,
106. che affanna e che consola,
107. sulla deserta coltrice
108. accanto a lui posò.

5 MAGGIO PARAFRASI VERSO PER VERSO

Ed ora, passiamo alla parafrasi della poesia integrata con alcune spiegazioni utili per l’analisi del testo e la comprensione del significato.

  • 1: Ei fu: egli è morto; la grandezza del personaggio è tale che non è necessario pronunciarne il nome.
  • 1-6: come la salma di Napoleone, esalato l’ultimo respiro, rimase immobile, senza memoria e priva dello spirito così grande che l’aveva animata, così la terra (l’umanità) alla notizia della sua morte rimane folgorata e sbigottita
  • 7-8: senza parlare, pensando agli ultimi momenti dell’uomo fatale (mandato dal destino)
  • 9-12: e non sa quando un altro uomo, simile a questo, verrà di nuovo a calpestare la sua polvere insanguinata. Il soggetto è sempre la terra.
  • 13-14: la mia ispirazione poetica lo vide risplendere di gloria e non parlò di lui
  • 15-16: quando si susseguivano tanti avvenimenti e quando cadde e risorse e morì
  • 17-18: e il mio genio poetico non ha mescolato la sua voce al suono delle mille altre voci che parlavano dell’eroe
  • 19-24: (il mio genio) non macchiatosi di adulazione servile, né di vile insulto, si risveglia commosso adesso, di fronte all’improvvisa scomparsa di una personalità così luminosa, e dedica alla sua tomba un canto che forse vivrà in eterno.
  • 25-30: le imprese di Napoleone: dalle Alpi al’Egitto le campagne di Spagna e Germania, dallo stretto di Messina alla Russia
  • 27-28: di quel securo…baleno: in Napoleone, l’esecuzione del piano seguiva immediatamente la sua ideazione.
  • 31-32: fu vera gloria? Ai posteri il giudizio
  • 33-36: di fronte a Dio, che volle lasciare l’impronta del proprio spirito creatore su di lui più che negli altri uomini
  • 37-42: la vita tempestosa, che non sopportava ordini e pensava già al regno quando faceva il servizio per l’esercito francese raggiunse il suo progetto,
  • 43-46:  tutto lui provò: la gloria, il pericolo dopo la sconfitta, la vittoria, la ricchezza nella reggia e l’esilio
  • 47-48: dopo Lipsia e Waterloo la polvere, e due volte la vittoria, prima di Lipsia e nei 100 giorni in cui Napoleone, sfuggito dal primo esilio dell’isola d’Elba, sembrò aver riconquistato il potere
  • 49: lui si impose nel teatro della storia
  • 49-50: nel settecento e nell’ottocento
  • 51-54: egli fece tacere le discordie dei due secoli e si mostrò come un arbitro
  • 55-60: e sparì, nell’isola di sant’Elena, una terra piccola per chi aveva dominato quasi tutta l’Europa, segno di invidia e di pena.
  • 61-68: come l’acqua spinge il naufrago sott’acqua, ed è quella stessa onda sopra la quale il naufrago spingeva il proprio sguardo, ancora alto e proteso solo un momento prima per scorgere, ma invano, la riva lontana, così il cumulo delle memorie si è abbattuto sull’anima di Napoleone
  • 69-70: oh quante volte incominciò a scrivere la storia della propria vita per tramandarla ai posteri
  • 73-78: quante volte le sue giornate erano state inerti e chinati gli occhi con le braccia conserte, lo assalì il ricordo dei giorni passati
  • 79-84: e ripensò agli accampamenti, che venivano trasferiti durante le campagne, alle trincee colpite dall’artiglieria, al lampeggiare delle armi dei drappelli dei soldati, al passaggio della cavalleria, simile ad un’onda, agli ordini dati di fretta, e rapidamente eseguiti
  • 85-86: di fronte allo strazio del ricordo la sua anima tormentata cadde
  • 87-90: ma l’aiuto di Dio lo trasportò in una atmosfera più pura
  • 91-96: e lungo i sentieri fioriti della speranza lo guidò verso il Paradiso, che è quel premio che supera tutti gli altri desideri, e il luogo in cui la gloria passata si riduce a null’altro che silenzio e oscurità
  • 97-98: la fede trionfa su tutto
  • 99: aggiungi anche questo agli altri tuoi trionfi, rallegrati
  • 100-102: perché un uomo più grande e più superbo di Napoleone non si chinò mai davanti a Cristo e alla croce. Napoleone non aveva creduto in Dio in vita ma prima della morte abbraccia la fede.
  • 103-104: tu, Fede, allontana ogni parola cattiva dalle ceneri di Napoleone
  • 105- 108: il Dio che può abbattere un uomo e poi farlo risollevare gli fu vicino sul letto di morte

5 MAGGIO MANZONI: FIGURE RETORICHE

Ecco le figure retoriche presenti del testo del Manzoni:

  • Similitudini: vv.1-5: “Siccome immobile…… così percossa…”; vv. 61-73: “Come sul capo… tal su quell’alma…”
  • Metafore: v. 4: “orba”; v. 21: “tanto raggio”; vv. 27-28: “il fulmine/ tenea dietro al baleno”; vv. 47-48: “nella polvere…sull’altar”; v. 75: “rai fulminei”
  • Enjambements: vv. 6-7: “ultima / ora”; vv. 9-10: “simile / orma”; vv. 21-22: “subito / sparir” vv. 33-34: “Massimo / Fattore”; vv. 37-38: “la procellosa e trepida / gioia”; vv. 73-74: “tacito / morir”; vv. 79-80: “mobili / tende”; vv. 97-98: “benefica / fede”
  • Anastrofi: v. 12: “a calpestar verrà”; v. 17: “di mille voci al sonito”; v. 18: “mista la sua non ha”; v. 27: “di quel securo il fulmine”; v. 35: “del creator suo spirito”
  • Iperbati: vv. 13-14: “lui folgorante in solio / vide il mio genio e tacque”; vv. 67-68: “tal su quell’alma il cumulo / delle memorie scese”; vv. 77-78: “e dei dì che furono l’assalse il sovvenir!”; vv. 89-90: “e in più spirabil aere / pietosa il trasportò”
  • Anafore: vv. 25 ss: “dall’Alpi alle Piramidi, / dal Manzanarre al Reno […], da Scilla al Tanai, dall’uno all’altro mar”; vv. 47-48: “due volte…due volte”; vv. 62- 63: “l’onda…l’onda”
  • Antonomasia: vv. 33-34: “Massimo Fattore”
  • Sineddochi: v. 10: “orma di pie’ mortale”; v. 56: “breve sponda” (isola)
  • Polisindeti: v. 55: “e sparve e i dì nell’ozio…”; vv. 79-84: “e ripensò…e i percossi…e il lampo…e l’onda…e il concitato…e il celere…”
  • Apostrofi: vv. 97-99: “Bella Immortal!….Scrivi ancor questo…”; v. 103: “tu dalle stanche ceneri…”
  • Ossimoro: v. 37: “la procellosa e trepida / gioia d’un gran disegno”
  • Antitesi: vv. 57 ss. “immensa invidia…/ pietà profonda… / inestinguibil odio… / indomato amor”
  • Perifrasi: v. 8: “dell’uom fatale”; v. 27: “di quel securo”; v. 101: “al disonor del Golgota”
  • Personificazioni: vv. 5-7: “percossa, attonita / la terra…/ muta”

5 MAGGIO COMMENTO

Nella prima parte della poesia, Manzoni ripercorre in tono epico la straordinaria ascesa di Napoleone che fra Settecento e Ottocento lo rese il dominatore d’Europa. Nella seconda parte, immagina invece lo stato d’animo del condottiero alla fine della sua parabola discendente, sconfitto, nella solitudine dell’esilio, poco prima della morte. Per il Napoleone dipinto da Manzoni il sentimento dominante è il rimpianto per la gloria che ha conosciuto e che non ha più. Il confronto tra il luminoso passato e l’umiliazione presente porta colui che un tempo fu l’Imperatore di Francia alla disperazione, ma l’intervento divino lo riconduce alla fede e lo salva. Così la fede segna il suo trionfo su un uomo dal carattere e dalla vita eccezionali, e la grandezza umana di Napoleone viene ricondotta al misterioso disegno provvidenziale di Dio.

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5 MAGGIO: SPIEGAZIONE

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