Osama Bin Laden: biografia

Nato dal miliardario Mohammed bin Awad bin Laden in Arabia Saudita, Osama Bin Laden si unì alle forze dei mujaheddin in Pakistan dopo aver frequentato l’università. Dopo averli supportati con armi, denaro e combattenti fondò nel 1988 Al-Qaeda, la più nota organizzazione terroristica internazionale di stampo jihadista. L’idea di cui era fortemente convinto il leader era la convinzione secondo cui la politica estera statunitense aveva oppresso, ucciso o comunque danneggiato i musulmani nel Vicino Oriente. Per ripristinare l’ordine originale secondo Bin Laden era necessario non solo far rispettare la shari’a, ovvero la Legge di Dio proclamata nel Corano, ma soprattutto agire con un jihād armato contro gli Stati Uniti in modo da favorire un ritiro definitivo dai Paesi musulmani.

Osama Bin Laden: terrorismo

L’ideologia di Bin Laden, in aperto contrasto con la tradizione islamica relativa al diritto bellico, includeva il principio che i civili, compresi donne e bambini, fossero obiettivi legittimi del jihād cioè della guerra santa da combattere contro gli infedeli che si opponevano alla diffusione dell’Islam. Per questo motivo dall’inizio degli anni Novanta il leader di Al-Quaeda cominciò a finanziare una serie di attentati terroristici dove persero la vita migliaia di persone: ricordiamo il Massacro di Luxor nel 1997 che uccise 67 civili, e gli attentati alle ambasciate statunitensi in Africa l’anno successivo dove centinaia di persone furono vittime di esplosioni di autobomba. L’attacco che successivamente fece più scalpore fu quello alle Torri Gemelle del 1 settembre 2001: Bin Laden confermò con un video di essere coinvolto negli attentati, affermando che gli Stati Uniti erano un paese ostile all’Islam e quindi un nemico da combattere con ogni mezzo in nome del jihād. A causa di una serie di quattro attacchi suicidi morirono quasi tremila civili, e oltre seimila rimasero feriti.

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Osama Bin Laden: morte

Dopo gli attentati dell’11 settembre, Bin Laden figurava al primo posto nella lista dei ricercati dall’FBI tanto che il governo statunitense offrì una ricompensa di 25 milioni di dollari, che poi fu raddoppiata a 50 milioni, in cambio di informazioni utili alla sua cattura o alla sua morte. Grazie a ricerche interminabili, il 2 maggio 2011 un plotone di 24 assaltatori appartenenti all’unità anti-terrorismo DEVGRU dei corpi speciali della Marina degli Stati Uniti condusse l’operazione definitiva ad Abbottabad, vicino ad Islamabad. Il leader di Al-Quaeda fu individuato grazie ad un’azione di spionaggio ed ucciso insieme ad altri membri del suo gruppo di comando.

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