TEMA SUL LAVORO E I GIOVANI. Il rapporto tra giovani e lavoro è un tema molto dibattuto negli ultimi anni, in quanto, in seguito alla crisi che ha colpito il nostro Paese, sono molti i giovani che ancora oggi sono disoccupati e in cerca di un lavoro. E' facile dunque che a scuola il prof assegnino un tema su giovani e lavoro, sulle difficoltà che si riscontrano e sulla disoccupazione. Non riuscite a buttar giù qualche parola? Vi aiutiamo noi: ecco un tema svolto sul rapporto tra giovani e lavoro. 

Qualche dritta per imparare a scrivere bene? Leggi: Come scrivere un tema

GIOVANI E LAVORO, TEMA SVOLTO: INTRODUZIONE. La questione dell'occupazione giovanile costituisce spesso e volentieri il primo punto dei programmi elettorali di tutti i partiti in tempo di elezioni, proprio perché nel nostro paese la disoccupazione dei giovani costituisce un problema manifesto: l'entrata nel mondo del lavoro è molto difficile e aver portato a termine un percorso di studi non è affatto sufficiente a trovare un impiego.

TEMA SUL LAVORO E GIOVANI IN ITALIA: CORPO DEL TESTO. Per trovare lavoro oggi esistono molti canali che vanno dalle agenzie per il lavoro alle offerte presenti sui siti delle università ai social network come facebook e linkedin, che si stanno affermando lentamente ma stabilmente: il ragazzo o la ragazza che cerca lavoro ha a disposizione una serie di possibilità di inquadramento lavorativo, al termine del quale però non è ben chiaro cosa succede. Il primo modo per lavorare è tramite il contratto di apprendistato, che si rivolge ai giovani tra i quindici e i ventinove anni: questo è un contratto a tempo indeterminato finalizzato all'occupazione dei giovani e al primo inserimento lavorativo. La caratteristica principale di questo contratto è il contenuto formativo: l'azienda forma in questo modo proprio le figure di cui ha bisogno, il contratto ha una durata minima di sei mesi e al termine del periodo di apprendistato l'impresa deciderà se assumere il giovane. Un altro tipo di esperienza lavorativa è il tirocinio, che permette un'esperienza formativa di vario tipo della durata compresa tra i 6 e i 12 mesi e ha l'obiettivo di facilitare la scelta professionale permettendo tramite la formazione dell'individuo il passaggio dal mondo della scuola a quello del lavoro. Il tirocinante ha diritto a quella che si chiama indennità di partecipazione, cioè a un piccolo rimborso mensile ma lo scopo principale del tirocinio, così come è pensato dal Progetto Garanzia Giovani, è quello di portare l'azienda che ha formato il tirocinante ad assumerlo grazie a un incentivo economico. Infine, per i giovani di età compresa tra i diciotto e i ventotto anni, esiste la possibilità di svolgere il servizio civile: il servizio civile permette di lavorare all'interno di progetti di solidarietà, cooperazione e assistenza presso organizzazioni pubbliche o private che siano riconosciute dall'Ufficio Nazionale per il Servizio Civile e ha una durata di dodici mesi per una retribuzione di circa 500 euro al mese (le ore di lavoro vanno da ventiquattro a trentasei). In questo caso però non è previsto un successivo inserimento e il settore dell'assistenza alle persone e della cura dell'ambiente si dimostra essere, come al solito, quello maggiormente precario nel nostro paese, che conta sulle associazioni di volontariato e sul servizio civile per mantenere livelli di welfare e di attenzione alle risorse italiane che siano almeno accettabili. Il Jobs Act dell'attuale governo ha fatto dell'assunzione giovanile il suo punto di forza: se leggiamo il Progetto Garanzia Giovani vediamo che sono previsti molti percorsi mirati all'inserimento (o al reinserimento) lavorativo, percorsi che accompagnano i giovani nella loro ricerca o che sostengono chi vorrebbe avviare un'impresa, mentre si propone un sistema di incentivi per le aziende che assumono gli stagisti, gli apprendisti e i tirocinanti (la questione del rimborso spese per chi svolge un tirocinio è una grande novità, anche se non è estesa a tutti i tipi di tirocinio esistenti nel nostro paese). I problemi però non mancano: il primo è che le aziende non ricorrono spesso al Progetto perché alcune parti di questo non risultano molto chiare e quando lo fanno invece di utilizzare il contratto a tempo indeterminato optano per quello a tutele crescenti, che nasconde molti trabocchetti. Il secondo problema è che nel nostro paese vi è una tendenza a prolungare i contratti precari tramite un gioco di licenziamenti e nuove assunzioni che si ripete all'infinito e di fatto non proietta le persone nel mondo lavorativo dell'età adulta.

TEMA SUL LAVORO PER I GIOVANI: CONCLUSIONE. In conclusione, nonostante l'offerta lavorativa si sia diversificata molto e si sia cercato di riparare ad alcuni danni provenienti da un vuoto legislativo che non considerava la nuova realtà lavorativa è necessario a mio parere riempire i vuoti e considerare che i giovani a un certo punto smetteranno di essere giovani ed entreranno in quell'esercito di trentenni che si trova a essere nel mezzo del nulla.
 

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